venerdì 14 novembre 2025

Il sasanello di Gravina, tipico dolce della tradizione

 

Fonte immagine: Forno 77 di Gravina in Puglia (BA)

Storia e tradizione del sasanello

Secondo le credenze popolari, nella notte tra l'1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano dall'aldilà; per l’occasione si preparava per loro una tavola imbandita di cibo allo scopo di renderli benevoli per i giorni futuri. I dolci rappresentavano un’offerta di ristoro, da parte dei vivi, per il loro faticoso viaggio. Questo gesto era un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte. I ‘sasanelli’ gravinesi nascono proprio per commemorare i morti; tuttavia, con il passare del tempo sono diventanti un dolce piuttosto comune e prelibato, tanto che tutte le famiglie di medio e basso ceto li preparavano in occasione delle feste o per i matrimoni.

Fonte:

https://www.patpuglia.it/it/12/Sasanello_gravinese/6_243

Come per molte ricette, anche per la preparazione dei sasanelli, ognuno ha la sua. E nei siti web che riporto come fonte, e in tanti altri, ne troverete di sicuro con qualche variazione.
Io riporto la mia, ricevuta da una persona amica che l'ha ricevuta da sua mamma, da sua nonna e indietro tutta!!!

Ingredienti

1/2 litro di vincotto di fichi*

500 gr di farina 00

500 gr di farina di semola rimacinata di grano duro

200 gr di zucchero

100 gr di olio extra vergine di ulivo

400 gr di cioccolato fondente

20 gr di ammoniaca per dolci

70 gr di cacao amaro

un cucchiaino di cannella e chiodi di garofano in polvere (facoltativo)

scorza grattugiata di un'arancia biologica

 

Preparazione

Riscaldare leggermente il vincotto mettendone da parte un bicchiere per sciogliere meglio l’ammoniaca da aggiungere durante la preparazione.

In una ciotola versare tutti gli ingredienti e iniziare ad impastare aggiungendo man mano il vincotto, precedentemente intiepidito, e quello nel bicchiere dove è stata sciolta l'ammoniaca.

Lavorare l'impasto fino a ottenere un composto omogeneo, liscio e morbido ma nè troppo fluido nè troppo duro (se l'impasto risulta un pò  duretto, aggiungere semplicemente un pò di acqua). 

Prelevare piccole porzioni di impasto con un cucchiaio e, aiutandoci con un dito, disporre ogni prelievo (misura rotonda di circa di 10cm) su una teglia ricoperta di carta forno. Infornare in forno già caldo per circa 8-10 minuti a temperatura di 190°-200° (occorre sempre verificare in base al proprio forno). Sfornare e far raffreddare prima di gustarli.

(NB: con 1 litro di vincotto = 2kg di sasanelli circa)

*Vincotto di fichi è una preparazione molto antica propria della Puglia. E’ uno sciroppo denso e dal sapore deciso, che si utilizza soprattutto nei periodi festivi per preparare i dolci tipici tradizionali come le tipiche “cartellate”, i “calzoncelli” e i “sasanelli”, appunto. La ricetta migliore di questo prodotto antichissimo è quella fatta in casa e tramandata di generazione in generazione dai nostri antenati. Vi indico un link per la ricetta tradizionale.

https://dolcipassioni.net/ricetta/vincotto-di-fichi-ricetta-tradizionale-pugliese/

 

Per saperne di più sui sasanelli:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sasanello_gravinese

https://www.patpuglia.it/it/12/Sasanello_gravinese/6_243

turismo.it/gusto/articolo/art/sasanelli-di-gravina-i-golosi-sassi-dei-defunti-id-9754/



martedì 11 novembre 2025

Il Falco grillaio a Gravina in Puglia e nel Parco dell'Alta Murgia



 

Accoppiamento di falco grillaio - Foto P. Dalous fonte Wikimedia Commons

Il Falco grillaio - Falco Naumanni - tipico di tutta l'area murgiana, Murgia apulo-lucana, è un piccolo rapace che popola i cieli di Gravina in Puglia. In particolare, il triangolo tra Matera, Altamura e Gravina in Puglia, è una importante area di nidificazione di questa specie in Europa. 

E' emozionante vedere e sentire i falchetti, soprattutto alle prime ore del giorno e poi ritrovarli al tramonto, di ogni giorno, da primavera fino a fine estate inoltrata. Ho tanti ricordi dal terrazzo di casa, quando al mattino presto la mia mamma era già all'opera (pulizie del terrazzo e non solo) ed io sveglia al "krii krii" stridulo e ripetitivo dei loro versi, ad ammirarli nei loro voli non troppo alti nel cielo e ad ascoltare la loro voce sonora e ben distinguibile. E poi al tramonto, al calar del sole, quando la luce taglia il cielo con colori caldi, dal rosso all'oro, rieccoli nel cielo con i loro voli frapposti a quelli delle rondini. Spettacolo!!!

I falchi arrivano dall'Africa sub-sahariana a primavera (tra marzo e aprile), dove vanno a svernare, iniziano ben presto la loro attività di ricerca dei nidi che altro non sono che i tetti (sotto i coppi) del centro storico e non solo, o negli anfratti e fessure delle murature. E poi li vedi amoreggiare con i loro tipici richiami da una antenna all'altra, o da un tetto all'altro, e così via... fino alla deposizione delle uova, alla cova, alla protezione del nido, alla schiusa, al nutrimento dei pulcini, alle prime tecniche di volo e di caccia. E poi, trascorsa l'estate (tra agosto e settembre), ad inizio autunno, lasciano la nostra terra (l'Europa tutta) e iniziano il viaggio di migrazione verso l'Africa.

Il nome "grillaio" è dovuto alla somiglianza del suo verso con quello del grillo ed, inoltre, alla sua dieta composta principalmente da grilli, locuste, cavallette, etc. che caccia in zone aperte. 

Ci sono, ovviamente, numerosissime pubblicazioni di carattere scientifico e non solo, per saperne di più sui falchi grillai. Mi limito a segnalare il sito dei Carabinieri in Ministero della Difesa, senza nulla togliere ai tantissimi siti nel web e nella letteratura scientifica.

E poi in Facebook nel gruppo "#Gravinaèbellassai" da cui ho ripreso questa bella fotografia dal post di Onofrio Tragni del 2 agosto 2020.



Ministero della Difesa - Carabinieri - Fauna. 

https://www.carabinieri.it/media---comunicazione/silvae/la-rivista/aree-tematiche/fauna/il-falco-grillaio

IL FALCO GRILLAIO
17/01/2022
di Pietro Papa - Maresciallo Ordinario, Addetto Reparto CC P.N. Cinque Terre








sabato 26 luglio 2025

Gravina nei set cinematografici



FONTE: https://www.mywaytonever-land.com/3-film-girati-a-gravina-in-puglia-nuova-icona-del-cinema-internazionale/

By Carlotta Tanisi

3 film girati a Gravina in Puglia, nuova icona del cinema internazionale

Il borgo pugliese si è ormai consolidato come set cinematografico di fama internazionale.

In questo articolo ti svelo tre film girati a Gravina in Puglia.

Negli ultimi anni Gravina in Puglia è diventata una meta cinematografica sempre più ambita.

Il fascino decadente degli antichi rioni, i secolari insediamenti rupestri, i paesaggi della Murgia e, in particolare, il Ponte-Acquedotto Madonna della Stella hanno fatto innamorare registi e produttori del cinema internazionale.

Maria Maddalena (2018)

Locandina del film Maria Maddalena
Vista sui rioni di Gravina dal complesso delle sette camere

Il film drammatico del regista Garth Davis vede Joaquin Phoenix nei panni di Gesù, Rooney Mara in quelli di Maria Maddalena e Chiwetel Ejiofor nel ruolo dell’apostolo Pietro.

Il film racconta la passione di Cristo dal punto di vista della Maddalena, erroneamente creduta una prostituta e recentemente riconosciuta, invece, come la prima “Apostola degli Apostoli” – loro pari – e prima testimone della resurrezione di Cristo.

La pellicola è stata girata in parte a Matera, in parte a Gravina, specialmente nel complesso delle Sette Camere ( vuoi saperne di più? Leggi il mio itinerario su Gravina) e sul Ponte-Acquedotto Madonna della Stella, che nel film Gesù attraversa per raggiungere il Getsemani.

Pinocchio (2019)

Locandina del film Pinocchio di Matteo Garrone
Carlotta che passeggia sul ponte acquedotto di Gravina in Puglia

Il Pinocchio di Matteo Garrone è una rivisitazione della celebre fiaba di Carlo Collodi, che narra di un burattino che prende vita e sogna di diventare un bambino vero.

Ad interpretare mastro Geppetto è uno dei colossi del cinema italiano: Roberto Benigni.

La favola di Garrone vede alternarsi personaggi fiabeschi (e a tratti grotteschi) a personaggi profondamente umani.

Ritroviamo anche qui il Gatto e la Volpe, rispettivamente interpretati da Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini, ed il terribile Mangiafuoco impersonato da Gigi Proietti e che, a onor del vero, nel film non appare poi così terribile. Anzi, il maestro Proietti ci fa scoprire una versione inedita di Mangiafuoco, più tenera e buona ed alla quale Pinocchio riesce a toccare le corde del cuore.

Molte scene del film sono state girate in Puglia e, proprio come me, anche Pinocchio ha attraversato il Ponte di Gravina durante il viaggio per tornare a casa dal suo babbo; quel ponte che riesce ad incantare chiunque lo veda e che conferisce al paesaggio circostante un tocco magico, appunto fiabesco.

007 – No time to die (2021)

Locandina film 007 no time to die

A rimanere incantato è stato anche il regista dell’ultimo film sull’agente segreto più famoso del mondo: Bond, James Bond.

Il film è stato girato anche in Italia, in particolare a Matera, ma non solo!

007 – No time to die è, infatti, il più atteso tra i film girati a Gravina in Puglia, perché ha consacrato la bellezza del Ponte Madonna della Stella rendendolo protagonista di una fantastica scena d’azione, durante la quale l’agente Bond è costretto a buttarsi dal ponte per sfuggire alle pallottole nemiche.

“That’s what we want” ha esclamato il noto presentatore Jimmy Fellon quando ha visto la scena in questione, che è presente anche nel trailer del film.

Io non vedo l’ora di guardare questa scena al cinema, e tu?

In realtà, i film girati a Gravina in Puglia – ma in Puglia in generale – sono molti di più. Per l’elenco completo vi rimando al sito dell’Apulia Film Commission, che dal 2007 ha l’obiettivo di attrarre in Puglia il maggior numero di produzioni audiovisive nazionali ed internazionali.

Non solo film, ma anche sceneggiati televisivi: piccolo e grande schermo che contribuiscono ad aumentare la popolarità di questa terra magica e le attribuiscono finalmente la notorietà che merita.


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Yunan (2025)


Girato anche in Puglia il film 'Yunan' in concorso alla Berlinale: riprese tra Gravina, Minervino, Poggiorsini e Spinazzola

Produzione Internazionale (Germania, Canada, Italia, Palestina, Qatar, Giordania E Arabia Saudita), il lungometraggio è stato girato anche in Puglia, tra Gravina, Minervino Murge, Poggiorsini e Spinazzola con Ii sostegno di Apulia Film Commission e Regione Puglia

Fonte:

Redazione17 febbraio 2025 10:53


lunedì 21 luglio 2025

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi. Rubrica a cura di Rosa Moliterni

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi: la Pasqua

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi

Rubrica a cura di Rosa Moliterni

Fonte: gravinalife.it e Lifenews24.it canale You Tube


La saggezza popolare viene rappresentata al meglio da motti e proverbi che provengono dalla tradizione. Una tradizione quella gravinese, di origine contadina che si traduce in un linguaggio asciutto e concreto, che colpisce per la sua efficacia. Di qui l'idea di realizzare una rubrica che attraverso i proverbi e i modi di dire ci racconti la società tradizionale e le sue credenze, tramandate di generazione in generazione e valide adesso, come allora.

"La gran parte dei proverbi presi in considerazione sono tratti dal libro: "Proverbi gravinesi" di Mimma Di Benedetto e Tobia Granieri, Adda Editore 2000, dal testo di Domenico Mastromatteo "Il Dizionario di dialetto gravinese , "Le dettérye, il Grillo editore, 2004 dal "Lessico minimo del dialetto gravinese" di Franco Laiso Edito da Bongo.

da Lifenews24.it 
https://www.gravinalife.it/rubriche/proverbi-e-modi-di-dire-gravinesi/
In questo sito in You Tube troverete le altre puntate su diversi argomenti trattati. Qui sola la 1^ Puntata
https://youtu.be/UdggkHPNUog?si=SaXvoDfK7l1ACb1V

sabato 19 luglio 2025

Papa Benedetto XIII di Gravina in Puglia





Fonte: Gravina tips da Facebook
✨ Lo sapevi che un Papa nacque a Gravina?

Papa Benedetto XIII:

📍Nato a Gravina in Puglia nel 1649, Pietro Francesco Orsini apparteneva a una delle famiglie nobili più antiche d’Italia( gli Orsini di Roma) Nonostante l’appartenenza nobiliare, rinunciò ai privilegi per abbracciare la povertà e la vita religiosa, entrando a soli 16 anni nell’Ordine dei Domenicani, assumendo il nome di fra Vincenzo Maria Orsini.

Durante la sua lunga attività pastorale🕊️, fu:
arcivescovo di Manfredonia, vescovo di Cesena, arcivescovo di Benevento, città che ricostruì dopo un terremoto e dove rimase oltre 40 anni. 

👑Salì al soglio pontificio nel 1724 con il nome di Benedetto XIII, e portò con sé uno spirito austero, una fede incrollabile e un sincero amore per i più poveri. 
Il suo pontificato fu segnato da riforme religiose, attenzione ai sacramenti e una profonda devozione mariana con meno spazio alla direzione “politica” della Chiesa

A Gravina lasciò il segno restaurando la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sostenendo i Domenicani locali e mantenendo vivo il suo ricordo con vie, epigrafi e iniziative culturali.

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Ed io aggiungo due righe.
Il link in Wikipedia per ogni ulteriore info.
https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XIII

da cui estraggo la nota sulla sua sepoltura per chi volesse fargli visita.
I suoi resti si trovano nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, nei pressi del Pantheon a Roma, nella cappella di San Domenico.


lunedì 14 luglio 2025

Gravina si candida a capitale della cultura 2028

 



venerdì 4 Luglio 2025

La candidatura

Gravina capitale cultura 2028, siglato protocollo d’intesa da 14 Comuni e dalla Città metropolitana di Bari

Il documento è stato siglato anche dai sindaci dei Comuni che, insieme a Gravina, rientrano nell’area del MurGeopark – Geoparco Unesco, un’iniziativa che segna un passo decisivo nella costruzione di una proposta culturale condivisa e fortemente radicata nel territorio

Ieri mattina è stato siglato il protocollo d’intesa a sostegno della candidatura del Comune di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028.

Il documento è stato siglato dai sindaci dei Comuni che, insieme a Gravina, rientrano nell’area del MurGeopark – Geoparco Unesco, e dalla Città Metropolitana di Bari (nella persona del sindaco metropolitano, Vito Leccese).

«Con la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa si fa squadra: tanti Comuni si uniscono per sostenere la candidatura di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028. Questo gioco di squadra è fondamentale, così come è il supporto della Città metropolitana di Bari, che crede profondamente nel valore di questa candidatura. Parliamo di un territorio ampio e articolato, caratterizzato da un patrimonio culturale, storico e architettonico di grande rilievo, ma soprattutto da un paesaggio unico. Oggi quattordici città collaborano in sinergia, superando le vecchie logiche di campanile e dimostrando che è possibile costruire insieme una visione condivisa per il futuro – ha dichiarato il sindaco Leccese».

Con il Protocollo d’intesa, la Città metropolitana di Bari, insieme ai 14 Comuni sottoscrittori (Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola e Toritto), ha espresso un impegno congiunto nella promozione di un’offerta culturale integrata, in grado di valorizzare il territorio dell’Alta Murgia e di generare impatti duraturi sul piano economico, sociale e turistico.

Alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, per il comune di Santeramo, ha partecipato il sindaco Vincenzo Casone.

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Si rimanda al link che segue del Ministero della Cultura in cui sono segnalati i 25  Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di "Capitale italiana della Cultura" per l’anno 2028 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura. Questo il link:

https://cultura.gov.it/comunicato/27785






mercoledì 2 luglio 2025

L'arte dei muretti a secco

Fonte: Viaggio in Italia nel Patrimonio Immateriale - MiC_Italia


UNESCO: l'arte dei muretti a secco



L’arte del “muretto a secco”, iscritta nel 2018 nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riguarda il know-how relativo alla realizzazione di costruzioni in pietra accatastate l’una sull’altra, senza l’utilizzo di altri materiali eccetto il terreno, a volte asciutto. Le strutture in “muretto a secco” sono distribuite nella maggior parte delle aree rurali – principalmente in terreni scoscesi – sia all’interno che all’esterno degli spazi abitati, sebbene non siano sconosciuti nelle aree urbane.

La stabilità delle strutture è assicurata dall’attenta selezione e posizionamento delle pietre, e le strutture in pietra a secco hanno modellato numerosi e diversi paesaggi, formando vari modi di abitazione, agricoltura e allevamento. Tali strutture testimoniano i metodi e le pratiche utilizzate dalle persone dalla preistoria ad oggi per organizzare il loro spazio di vita e di lavoro ottimizzando le risorse locali naturali e umane. Svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all’erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l’agricoltura.

I detentori e praticanti includono le comunità rurali in cui l’elemento è profondamente radicato, così come i professionisti nel settore delle costruzioni. Le strutture in pietra a secco sono sempre realizzate in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica un rapporto armonioso tra uomo e natura. La pratica è tramandata principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle condizioni particolari di ogni luogo.