sabato 7 dicembre 2019

Sardine e Formiche





E al popolo delle sardine in piazza... c'è il popolo delle formiche dei muretti a secco. 
Solo per ricordare il Movimento delle sardine, anche noto semplicemente come Le Sardine o 6000 sardine, che è stato un movimento di attivismo politico italiano, nato a Bologna nel novembre 2019.

Per l'articolo qui riportato, il link è:
https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/analisi/1192284/il-popolo-di-formiche-ora-vive-tra-i-muretti-a-secco.html
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno - Valentino Losito 
sabato 7 dicembre 2019

Il «popolo di formiche» ora vive tra i muretti a secco

I manufatti in pietra sono stati indicati nel rapporto annuale del Censis come simbolo di un’Italia, operosa e spesso invisibile



Costruiti con la pazienza e con le pietre, una sull’altra, prima rimosse dalla terra e poi accuratamente raccolte, con un’attenta pratica ancestrale per creare con semplicità acconci recinti, sorretti da un’elementare geometria: sono i muretti a secco, nati dalla magia della pietra, dalla laboriosa fatica dei contadini, dalla forza e dall’orgoglio di un cantiere familiare a cielo aperto.

Testimoni di una civiltà rurale assai lontana ma forse ancora utile a questo Paese se il Censis, nel suo annuale rapporto, li ha indicati come simbolo di un’Italia, operosa e spesso invisibile, che ogni giorno mette in campo progetti ed iniziative per frenare lo sgretolamento della comunità nazionale.
È la fitta rete di imprese innovative nei quali migliaia di giovani tentano una nuova esperienza imprenditoriale, in un contesto finanziario e amministrativo generalmente povero, dove però una buona intuizione può diventare una buona impresa. Sono i tanti festival, le sagre, gli eventi culturali di ogni genere che affermano l’identità di una comunità locale e creano un’ occasione economica per l’attrazione turistica, un luogo di elaborazione di prospettive e di confronto intellettuale, spazi per la tecnologia, la ricerca, l’innovazione, l’educazione. Sono alcuni segmenti produttivi capaci di resistere alla crisi con la sapienza artigianale applicata su scala industriale.

Dunque anche l’Italia post-moderna, per risollevarsi, ha bisogno di tornare a sfogliare lo scarno dizionario della civiltà dei padri, riscoprendo parole e virtù come la pazienza, la perseveranza, il sacrificio, la cultura del lavoro, l'amore per il creato, il rispetto per l'ordine naturale, l'attenzione al bello, il senso del dovere, la capacità di seminare, di creare legami di fratellanza e solidarietà in un tempo “liquido” come altri mai.
Grazie all’analisi del Censis potrebbe dunque di nuovo farsi strada la consapevolezza che, anche in Italia, l’uomo contemporaneo ha archiviato troppo in fretta i conti con il proprio passato per accorgersi che il mondo contadino era ed è depositario di una cultura millenaria che non doveva andare dispersa.

Senza voler “mitizzare” quella società, senza alcuna assoluzione per i suoi evidenti “vizi” e le sue tante “chiusure” e senza alcun elogio per la povertà , va detto che quella era una cultura che puntava naturalmente sulla conservazione, credeva nel riutilizzo, amava ritrovare tutto, non gettava via nulla, un po' per necessità, per cultura, per educazione, per intuito e per quel meraviglioso senso pratico delle cose che accompagnava la fatica di gente abituata a lavorare in silenzio.
La cultura della legalità era legata al buon senso dei genitori, alla saggezza dei vecchi. Era la cultura dell’educazione familiare, nata e cresciuta nel rispetto, nella volontà di compiere buone azioni, di migliorare giorno dopo giorno la qualità della vita, di vivere bene, di fare “i figli cristiani” come ripetevano i padri per significare il senso profondo della missione delle loro vite. Si agiva nella naturale convinzione di valori che diventavano patrimoni di tutti, con poche regole, ma largamente amate e rispettate.

Insomma un Paese fragile come l'Italia si salva cominciando a rimettere in piedi i sassi che da sempre tengono tutto insieme. Come insegnavano i “costituenti” della nostra civiltà contadina e i loro i nostri muretti a secco che abbracciavano ulivi secolari, viti, fichi d’india, carrubi e mandorli. Proprio un anno fa l’Unesco ha iscritto l’arte dei muretti a secco nella lista degli elementi immateriali dichiarati "Patrimonio dell'umanità" in quanto rappresentano "una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura". Il rapporto Censis ci ricorda che gli artigiani di quelle colonne portanti della nostra civiltà, hanno urgente bisogno di trovare eredi in un Paese chiamato di nuovo a rimboccarsi le maniche per continuare a credere in sé stesso e nel suo futuro.










martedì 29 ottobre 2019

Muretti a secco d'ulivo



I muretti a secco pugliesi si arricchiscono con il legno di ulivo, l'ulivo pugliese colpito dalla xylella. La soluzione è molto interessante. 



Fonte: 
https://www.archiproducts.com/it/notizie/puglia-il-muretto-a-secco-e-ricostruito-con-il-legno-degli-ulivi-colpiti-da-xylella_73079

Riporto l'articolo che merita anche per le belle immagini.

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella

Ad Alberobello due installazioni di Antonio Marras per LAND ART 50

29/10/2019 - Ripristinare i muretti a secco attraverso l’impiego di blocchi di legno ricavati dagli alberi d’ulivo infettati da Xylella e destinati inevitabilmente all’abbattimento. L’idea è già realtà nell’installazione dal titolo L’amico ritrovato realizzata dallo stilista sardo Antonio Marras ad Alberobello. L'opera rientra nell’ambito di Land Art 50, programma di eventi artistici e culturali dedicato ai siti UNESCO di Puglia e Basilicata ideato da UnconventionArt, con Fondazione Dioguardi e Fondazione Casa Rossa e curato da Fabio De Chirico e Francesco Maggiore.

L’opera proposta da Marras nasce dalla volontà di ridare una nuova vita e nuova funzione al legno di ulivo degli alberi colpiti dalla devastante malattia. Piaga ancora senza cura.

Il legno ferito diventa così supporto e sostegno del muretto a secco. Da malato grave si trasforma in elemento di forza e costruzione. 
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 2

Così come la pietra anticamente veniva ricavata dai contadini dal dissodamento dei campi, ovvero attraverso l’utilizzo di blocchi di pietra raccolti in sito, anche il legno d’ulivo viene recuperato in loco. Si ottiene così un duplice risultato: da una parte il legno d’ulivo affetto dalla malattia destinato allo smaltimento si rigenera  in un' altra funzione e dall’altra il muretto a secco si arricchisce di energia e vigore innestandosi con il legno.

L’effetto finale risulta un ‘impreziosimento’ del muretto a secco che incastona il legno come un cammeo.
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 3

Il muretto a secco d’ulivo, L’amico ritrovato, nasce nel rispetto della traduzione costruttiva. La lavorazione senza l’ausilio di malte o leganti è tra le più antiche al mondo e tra le più caratteristiche del paesaggio mediterraneo, quindi pugliese e viene qui riletta, reinterpretata e riattualizzata.

I muretti a secco d’ulivo progettati da Marras sono composti dall’inedito accostamento di pietra e legno, sagomati allo stesso modo, affiancati, integrati e combinati senza soluzioni di continuità dove le uniche differenze stanno nella natura stessa della materia e nella cromia.
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 4

L’arte diventa animista e affronta il vasto e drammatico fenomeno della Xylella diventando un esempio riproducibile su vasca scala.
 
Contestualmente Antonio Marras realizza Attraversami il cuore nel sito della Casa Rossa.
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 5

L’opera, suggerita dall’editto delle chiudende che ridisegnarono il paesaggio agrario sardo nel 1820, prende forma negli orti terrazzati della Casa Rossa innestando alberi e rami di ulivo nella pietra, disegnando così inediti scenari e reinventando nuovi paesaggi rurali. Il primo di questi interventi vede la ripiantumazione di un albero di ulivo secco, privo di vita da cui viene esportato un grande blocco dal tronco per essere impiegato come elemento strutturale per la costruzione del muretto a secco.

L’installazione Attraversami il cuore presenta un’apertura, un passaggio di dimensione pari al blocco estratto, che consente di guardare attraverso il tronco permettendo un nuovo punto di vista sulla natura su cui si affaccia. Accanto, a fare da spettatore, la memoria collettiva è rappresentata dalla Casa Rossa.
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 6

Il primo esempio di questo nuovo sistema costruttivo e le prime installazioni sono state realizzate da maestri parentali dell’impresa EffeCiDi di Francesco Pezzolla e ora sono visibili sul viale d’ingresso e nei terreni limitrofi alla Casa Rossa di Alberobello.
Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 7

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 8

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 9

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 10

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 11

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 12

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 13

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 14

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 15

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 16

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 17

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 18

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 19

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 20

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 21

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 22

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 23

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 24

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 25

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 26

Puglia. Il muretto a secco è ricostruito con il legno degli ulivi colpiti da Xylella 27


martedì 18 giugno 2019

Muretti a secco Patrimonio UNESCO 2018


Fonte: Euronews

Scusate se non ho aggiornato a tempo debito il mio blog con la notizia straordinaria che " l'Arte dei muretti a secco" entra nel Patrimonio dell'umanita'.  Data: 28 novembre 2018.
Sotto alcuni link che ne parlano.

http://www.unesco.it/it/News/Detail/600

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1085823/l-arte-dei-muretti-a-secco-diventa-patrimonio-dell-umanita.html

http://www.ansa.it/puglia/notizie/2018/11/28/unescomuretti-secco-patrimonio-umanita_5135d00e-7b28-4fff-9a7b-3bf81fa94df8.html

https://www.giornaledipuglia.com/2018/12/paesaggio-e-cultura-larte-dei-muri-secco.html



Il Sentiero dell'Acqua e della Pietra

E oggi un link per iniziare a scoprie questa terra antica in modo lento e con lo sguardo attento. Buon cammino!

https://siviaggia.it/cammini/gravina-di-puglia-sentiero-acqua-e-pietra/234368/amp/