martedì 3 giugno 2025

Cammino Materano – La Via Ellenica dal 22 al 26 maggio2025

 


Per iniziare alcune utili informazioni. Fonte: Guida Via Ellenica-Cammino Materano. 

"La Via Ellenica collega due siti Unesco, Alberobello e i Sassi di Matera, ed attraversa l'affascinante Terra delle Gravine, un territorio costellato da molteplici meraviglie naturalistiche e antropiche: a partire dalle profonde e spettacolari gole rocciose (Canyon) che ospitano antichissimi villaggi e chiese rupestri, decorate da preziosi affreschi di epoca medievale. Lungo il Cammino, impreziosito da boschi, masserie e paesaggi di insolita bellezza, si scoprono suggestivi borghi che, da millenni, sono crocevia di culture e scrigno di tradizioni contadine. I punti tappa sono Martina Franca, Crispiano, Massafra, Mottola, Castellaneta, Palagianello, Laterza e Ginosa. Il Cammino, che comprende 8 tappe per un totale di circa 170 km, è completo dal punto di vista della segnaletica e delle accoglienze". 

Diario di 5 giorni di cammino (inclusi gli spostamenti da Gravina ad Alberobello e da Ginosa a Gravina) di 3 pellegrini: Antonella, Rosa e Angelo, legati da parentela. 

Del Cammino Materano abbiamo scelto la via Ellenica che da Alberobello arriva a Matera.  Il percorso può essere fatto in entrambe le direzioni;  noi abbiamo scelto di partire da Alberobello  e arrivare a Ginosa, saltando l'ultima tappa, Matera.

Giovedì 22 maggio: partenza con treno Fal da Gravina e arrivo a Bari. Da Bari con bus Ferrovie del Sud Est siamo diretti ad Alberobello. Nel paese dei trulli e dei tanti turisti, nessuno sa indicarci con precisione il percorso della Via Ellenica da cui inizia il nostro cammino e ci tocca constatare che la segnaletica è praticamente assente o forse non facilmente visibile. Infatti, iniziamo, quasi alla cieca, sulla base di qualche incerta indicazione che ci viene fornita da alcuni locali. Molti non hanno mai sentito parlare del CM. Ci incamminiamo nelle terre dei trulli, costruzioni spettacolari, spesso singoli edifici o in gruppo, davvero sorprendenti per maestria e sapienza costruttiva. Il percorso è agevole su asfalto, strade di campagna, tratturi, alternati da strade asfaltate. Non vediamo alcuna segnaletica e quindi avanziamo aiutati da google maps. Il paesaggio è puntellato di costruzioni, prevalentemente trulli, e di tanti ulivi e ciliegi. Il terreno dei campi è di un marrone intenso tendente al rosso scuro, un colore che ci dice di quanto ricca di ferro e fertile sia la terra in cui crescono gli infiniti e secolari ulivi. Molti campi sono già arati, altri ancora con le balle di fieno al sole ad asciugarsi. Arriviamo a Martina Franca, una bella cittadina, qui sostiamo in un b&b, stanza tripla con letti a go go (6 posti letto nella nostra stanza, due letti a testa!).

Venerdì 23 maggio: al mattino, dopo la colazione nel b&b, ci incamminiamo attraversando il bel centro storico, ma l'ufficio informazioni turistiche è chiuso, quindi non riusciamo ad avere info per seguire il percorso che ci condurrà a Crispiano. Nessuna segnaletica in centro, così proseguiamo con l'aiuto di google maps. Tuttavia, lungo il cammino iniziamo a riconoscere due segnali: giallo-verde che è quello del CM e il rosso-blu che è quello della Via dei due Mari che da Polignano conduce a Taranto. Notizie queste apprese da Dario, il titolare del b&b di Martina Franca che ci aveva pure informato del fatto che lungo il percorso avremmo attraversato il bellissimo Bosco delle Pianelle e la masseria delle Zie, posti da non perdere. Lungo il percorso i due segnali si alternano, praticamente i due cammini hanno tratti di strada in comune. Noi scegliamo di intraprendere una strada asfaltata che sembra condurci dritto a Crispiano, senza rischiare di perdere l'obiettivo e dover fare chilometri in più. Ma il segnale ormai l'abbiamo perso, lasciato alle spalle, così come il Bosco e le Zie!!! Lungo il cammino ancora trulli, tanti campi di uliveti, alberi di fico, mandorli, piante di fichi d’india e tantissimo asparago selvatico lungo i bordi delle strade, dove i confini con le proprietà private sono metri e metri di muretti a secco. A Crispiano (paese morto a detta del fruttivendolo che incrociamo all'arrivo in paese da cui facciamo rifornimento di frutta), ci accoglie Gianni, titolare del b&b, un piccolo appartamento in centro. Chiediamo anche a lui informazioni circa la segnaletica del CM per poter procedere senza problemi. Ci indica la strada di uscita dal paese e della presenza dei cartelli verde-giallo. Ottima cena in un bel ristorante del posto, consigliato da Gianni.



Sabato 24 maggio: dopo la colazione nel b&b, ci incamminiamo seguendo la strada indicataci da Gianni ed in effetti troviamo finalmente la segnaletica. Seguiamo il cammino ed impariamo a riconoscere la freccia gialla che porta a Matera e la freccia verde in direzione opposta, verso Alberobello. La ritroviamo sui pali stradali, sui muretti, sull'asfalto, sui tronchi di albero, ... non sempre visibile e non sempre frequente. Procediamo attraversando un paesaggio che è cambiato, non più trulli, ma case di campagna piu' rade, le tipiche masserie, costruzioni grandi e piccole molto interessanti architettonicamente, ricche di arcate, loggiati, persino in alcuni casi, dotate di chiese o piccole cappelle. Percorriamo tratturi e strade asfaltate o sterrate. Ancora uliveti e vigneti con tanti grappoli di uva ancora immaturi  e infinite distese di campi di grano dorato. A distanza intravediamo il mare e il golfo di Taranto con le ciminiere ben riconoscibili dell'Ilva. Massafra non è distante, così pensiamo di accorpare due tappe per raggiungere direttamente Mottola. La periferia di Massafra è una discarica a cielo aperto, rifiuti abbandonati lungo la provinciale che percorriamo, davvero un impatto spiacevole per la sporcizia e per le numerose macchine che corrono lungo la provinciale in arrivo in città. Ma e' sabato e quindi il gran trambusto di macchine è comprensibile. Anche a Massafra abbiamo problemi con la segnaletica, vero è che non siamo entrati in centro, l'abbiamo solo costeggiato per proseguire verso Mottola, ma è pure vero che, chiedendo informazioni ai locali, nessuno sa del CM. Quasi tutti ci indicano strade da percorrere in macchina, non sanno che noi siamo pellegrini in cammino a piedi. Dopo varie indicazioni, gentilmente ricevute dai locali, ci inoltriamo per una strada asfaltata ma per fortuna non troppo percorsa da macchine. E qui ritroviamo la segnaletica. Proseguiamo attraversando aree boscate, boschi di querce e pini, sentieri di roccia affiorante, tantissimo sottobosco con prevalenza di lentisco e rosmarino e tanti fiori selvatici, cisto, pervinca, cicoria, malva, giglio e cerere comune. Si sentono anche molti profumi per la presenza di timo, rosmarino, elicriso, tipici della macchia mediterranea. C'è poca acqua, le piccole gole rocciose in mezzo ai tanti arbusti e alberi sono privi di acqua. Ormai siamo in presenza di grotte e rocce calcaree scavate ed erose dall'acqua nel corso dei secoli. Non mancano le piante di cappero, sorprendenti, perché verdeggianti e ricchissime di capperi, radicate in rocce e muri in pietra. Ci avviciniamo a Mottola che vediamo poco distante su una collina in alto. E qui ci aspetta una salita breve ma abbastanza ripida prima di raggiungere il paese, famoso per le tante chiese rupestri di cui troviamo cartelli. In centro abbiamo il nostro b&b, una tripla. Facciamo un giro in città che è molto ben curata e pulita e ceniamo in una braceria, perché in queste zone la carne è "di casa". 

Domenica 25 maggio: colazione in un bar convenzionato con il nostro b&b e partenza per Castellaneta. Il titolare del b&b ci ha gentilmente inviato foto del punto in cui si imbocca il CM. Attraverso un sentiero si esce dal paese e si cammina su asfalto. La presenza di numerose chiese rupestri si capisce dai cartelli marroni indicanti i nomi dei Santi a cui sono dedicate. Lungo il cammino ancora paesaggi a noi ormai familiari. Masserie e campi coltivati, ulivi bellissimi dai tronchi maestosi e contorti. Oggi il vento è particolarmente forte, dobbiamo far fronte alla sua furia e ai lunghi chilometri che ci aspettano. La segnaletica non manca, arriviamo a Palagianello, quindi proseguiamo lungo un sentiero che è una pista ciclo pedonale lunghissima pianeggiante quasi sicuramente su un tracciato di ferrovia in disuso. Arriviamo alle porte di Castellaneta e qui, non seguiamo la segnaletica, ma procediamo verso il centro che è in salita. Dopo varie indecisioni sul percorso (solite info dei locali non informati del CM che ci indicano strade carrabili e trafficate), e dopo una breve pausa di ristoro, ritorniamo sulla strada già percorsa in arrivo in paese e scopriamo che la segnaletica presente ci porta verso Laterza. Armati di forza e coraggio proseguiamo per Laterza. La stanchezza si fa sentire, non solo per i tanti chilometri già fatti (tanti ne dovremo ancora fare), ma per il vento che soffia forte. Seguiamo sempre la segnaletica che ci accompagna lungo il cammino su strade dove le macchine sono inesistenti. Tuttavia, per nostra distrazione, perdiamo la freccia gialla e ci imbattiamo in un vasto e spettrale impianto di potabilizzazione di acqua del fiume Sinni. Enormi vasche in c.a. piene di acqua, condotte e strutture che sembrano apparentemente abbandonate. Il segnale non si trova e neppure la strada per proseguire. Torniamo indietro e qui ci accorgiamo di non aver visto la direzione della freccia gialla da seguire. Il percorso è su strada sterrata e su rocce affioranti in mezzo a boschi radi, con sali scendi frequenti. Il paese non si vede, ci sono colline davanti a noi da svalicare. Intanto abbiamo percorso moltissimi chilometri e siamo nel pomeriggio inoltrato. Decidiamo di abbandonare la segnaletica e il sentiero verso le cave di tufo a circa 8 km dal paese che ancora non vediamo, perché temiamo che sia piu' lungo e il buio incombe. Così scegliamo di percorrere la SP 8 che taglia un'area boscata, ma è tutta in salita, con ripidi tornanti, e sembra essere senza fine. Siamo stanchissimi, arriviamo finalmente a Laterza che sono le 20.00 passate. Qui c'è una festa in corso, gente, giostre e luminarie. Noi cerchiamo il nostro b&b, ma prima del b&b prenotiamo in una pizzeria per le 21.00, perché pensiamo di uscire subito, mangiare una pizza veloce e di rientrare per il meritato riposo. 42 km  totali percorsi, e stiamo!!!

Lunedì 26 maggio: al mattino ci sentiamo un po' provati per i chilometri del giorno prima, ma abbiamo riposato per riprendere e arrivare alla destinazione finale, Ginosa, dove ci fermeremo. Facciamo colazione in un bar del centro e riprendiamo il cammino. Speditamente seguiamo la segnaletica che ci sta conducendo attraverso le Terre delle Gravine, paesaggi tipici di queste zone, forre rocciose con cavità e grotte, più o meno estese, da Castellaneta a Laterza a Ginosa e già prima Massafra e Mottola. Il percorso è bello, silenzioso, su strada asfaltata e non percorsa da macchine;  ai lati  campi di grano, uliveti, vigneti, qualche prugnolo e rade costruzioni. La strada ci conduce in una area boscata, incolta ma ben tenuta, pulita, con tante canalette per regimentare ed incanalare le acque piovane, un efficiente sistema di ingegneria naturalistica. Quindi proseguiamo su tratti sterrati e asfaltati in salita e ci addentriamo in una vasta pineta. Siamo alle porte di Ginosa perché la pineta è attrezzata con piccole aree fitness, purtroppo abbandonate e in stato di dissesto. A distanza vediamo Ginosa e la sua splendida gravina, molto estesa. Ci incamminiamo su un sentiero aperto roccioso in discesa, seguendo la freccia gialla che ci porta all'interno della gravina che è oggetto di un progetto di valorizzazione da parte del Comune, infatti ci sono cantieri. Attraversiamo tutta l'area quasi disabitata e molto diroccata, per risalire verso il centro del paese. Qui, dopo un breve tratto in salita, arriviamo in piazza centrale e sostiamo in un bar all'aperto per uno spuntino. Alle 16.00 Lucio, marito della Rosa, arriva puntuale per riportarci gentilmente a casa e comodamente in macchina. Gravina non è distante e in macchina ci si impiega meno di un’ora.


A Ginosa si conclude la nostra esperienza sul CM. Esperienza molto bella seppur con qualche incertezza, soprattutto iniziale. Il meteo è stato sempre favorevole, cielo sereno o poco nuvoloso e temperature piacevoli. Solo un giorno abbiamo sofferto per il forte vento.  Non abbiamo incontrato tanti pellegrini, al contrario, pochissimi (una coppia di stranieri e un piccolo gruppo visto in lontananza nella città di Mottola). Abbiamo incontrato sempre persone molto gentili e generose di offrirci in tutti i modi informazioni e istruzioni per proseguire nel nostro cammino, tuttavia molti non conoscono il CM. Cibo ottimo e paesaggi incantevoli
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