mercoledì 15 aprile 2026

E con la Pasqua non possono mancare le “scarcelle”!


Foto Antonella Tartaro

Io sono molto legata alla mia terra, nonostante i tantissimi anni trascorsi lontano dalla Puglia, tra studi e attività lavorativa, ma con molto piacere ancora mi diletto a riproporre preparazioni tradizionali che la mamma o le donne di casa (nonna, zie, …) facevano un tempo quando la vita quotidiana e i giorni di festa, o che precedevano la festa, erano “frenetici” di attività casalinghe e gastronomiche che ancora porto con me nei ricordi più belli. Vale anche per il Natale, il Capodanno, e persino per la “Salsa”, quando in estate, tra agosto e settembre, si era intenti alla preparazione delle conserve di pomodoro per l’inverno (passata di pomodoro oblungo “Pomodoro di San Marzano” che vedeva tutti i componenti della famiglia impegnati per diversi giorni, addirittura dalla fase di raccolta del pomodoro, in certe occasioni).

Torno alla Pasqua e alla preparazione delle scarcelle. La Scarcella è un dolce tipico della tradizione gastronomica pasquale pugliese e si prepara nei giorni durante la Settimana Santa o nei giorni a essa precedenti, e viene donata ad amici e parenti in segno augurale di “rinascita” e simbolo di pasqua, con il forte richiamo religioso alla Resurrezione di Cristo.

“L'etimologia del suo nome è dibattuta: potrebbe provenire dal termine scarsella, poiché probabilmente in origine era una pietanza da viaggio, di facile trasporto e adatta a essere messa in borsa. Ancora oggi, in alcune zone, è uso comune modellare la scarcella dandole la sagoma di una borsa stilizzata” (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Scarcella).

Ho letto e ascoltato altre versioni, tra cui quella in dialetto gravinese dove il termine “scarcedd” sta per “scarcerato-liberato” e quindi riconducibile al significato religioso di liberazione dal peccato originale.

La forma tradizionale di questo dolce è quella di un cestino piatto con manico ma viene anche modellata con la sagoma di colomba, di coniglietto, di campana, di cuore, di “pupa”, etc. Essa tradizionalmente ha come decorazione uno o più uova sode non sgusciate, incorporate a seconda della forma, e arricchita da codette colorate, perline d’argento di zucchero, ovetti di cioccolato, etc.

La ricetta, come la maggior parte delle ricette tradizionali di dolci pugliesi, prevede l’utilizzo di ingredienti poveri, semplici e genuini come uova, farina, zucchero, latte e olio che danno vita ad una pasta frolla speciale aromatizzata con la scorza di limone.

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