Foto Antonella Tartaro
Io sono molto legata alla mia
terra, nonostante i tantissimi anni trascorsi lontano dalla Puglia, tra studi e
attività lavorativa, ma con molto piacere ancora mi diletto a riproporre preparazioni
tradizionali che la mamma o le donne di casa (nonna, zie, …) facevano un tempo
quando la vita quotidiana e i giorni di festa, o che precedevano la festa,
erano “frenetici” di attività casalinghe e gastronomiche che ancora porto con
me nei ricordi più belli. Vale anche per il Natale, il Capodanno, e persino per
la “Salsa”, quando in estate, tra agosto e settembre, si era intenti alla
preparazione delle conserve di pomodoro per l’inverno (passata di pomodoro
oblungo “Pomodoro di San Marzano” che vedeva tutti i componenti della famiglia
impegnati per diversi giorni, addirittura dalla fase di raccolta del pomodoro, in
certe occasioni).
Torno alla Pasqua e alla
preparazione delle scarcelle. La Scarcella è un dolce tipico della tradizione
gastronomica pasquale pugliese e si prepara nei giorni durante la Settimana
Santa o nei giorni a essa precedenti, e viene donata ad amici e parenti in
segno augurale di “rinascita” e simbolo di pasqua, con il forte richiamo
religioso alla Resurrezione di Cristo.
“L'etimologia del suo nome è
dibattuta: potrebbe provenire dal termine scarsella,
poiché probabilmente in origine era una pietanza da viaggio, di facile trasporto
e adatta a essere messa in borsa. Ancora oggi, in alcune zone, è uso comune
modellare la scarcella dandole la sagoma di una borsa stilizzata” (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Scarcella).
Ho letto e ascoltato altre
versioni, tra cui quella in dialetto gravinese dove il termine “scarcedd” sta
per “scarcerato-liberato” e quindi riconducibile al significato religioso di
liberazione dal peccato originale.
La forma tradizionale di questo
dolce è quella di un cestino piatto con manico ma viene anche modellata con la
sagoma di colomba, di coniglietto, di campana, di cuore, di “pupa”, etc. Essa tradizionalmente
ha come decorazione uno o più uova sode non sgusciate, incorporate a seconda
della forma, e arricchita da codette colorate, perline d’argento di zucchero, ovetti
di cioccolato, etc.
La ricetta, come la maggior parte
delle ricette tradizionali di dolci pugliesi, prevede l’utilizzo di ingredienti
poveri, semplici e genuini come uova, farina, zucchero, latte e olio che danno
vita ad una pasta frolla speciale aromatizzata con la scorza di limone.

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