mercoledì 6 maggio 2026

La Via di Francesco - Via del Sud (1° episodio)



  

Immagini prese dal web 

Tra le tante possibilità di fare un nuovo cammino, valutate in tempi brevi, per impegnare al max 4-5gg. includendo la festa del 1 maggio, questo de "La Via Francesco - Via del Sud", nel tratto da Assisi a Spoleto, è andato in porto, grazie alla disponibilità di dormire nelle strutture religiose contattate. Io conoscevo le Suore Francescane di Susa in Santa Maria degli Angeli, Mari (amica e collega, principiante in corse e in cammini ma vulcanica e piena di idee e voglia di fare) pratica nelle ricerche in internet, contatta le suore di Foligno e Trevi, e nel giro di 24h la programmazione è chiusa. In 3gg. di cammino porteremo a casa una parte del Cammino di San Francesco (o Via di Francesco). Acquistiamo da subito il biglietto del bus per l'andata (Bologna-Assisi-Santa Maria degli Angeli) e il biglietto del treno per il ritorno (Spoleto-Bologna).

30 aprile Bologna-Santa Maria degli Angeli

Alle ore 8.35 è prevista la partenza del Flixbus da Bologna direzione Santa Maria degli Angeli. Ma il bus e' in ritardo di quasi 30 minuti. È previsto un cambio di bus a Firenze -Villa Costanza con sosta di più di un'ora. Anche a Firenze il bus che aspettiamo è in ritardo, devo rassegnarmi al fatto che i bus sono inaffidabili (ed io lo sapevo già!!!). Arrivate a Santa Maria degli Angeli, circa alle 14.30, ci dirigiamo subito verso la nostra prima struttura delle Suore Francescane di Susa, e qui ci accoglie Suor Viola (conosciuta a novembre scorso in occasione del concerto di FdG al teatro Lyrick). La suora ci assegna una stanza doppia con bagno al 1° piano stanza "Fratello Sole" e ci lascia due biglietti per il bus per raggiungere Assisi. Lasciamo gli zaini e ci dirigiamo verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli per il ritiro della credenziale ma qui all'ufficio informazioni ci dicono di recarci all'ufficio del pellegrino accanto alla basilica di San Francesco in Assisi. Così prendiamo il bus e scendiamo alla 1^ fermata Basilica di San Francesco. Ritiriamo la credenziale ad offerta libera e una collanina con la croce Tau che indosseremo durante il cammino. Visitiamo la chiesa inferiore e la tomba di San Francesco, quindi la superiore e poi giriamo per il bellissimo centro ricco di negozietti e di tanti turisti. Quindi la chiesa di Santa Maria sopra Minerva e poi la chiesa di San Rufino e la chiesa di Santa Chiara. Poi usciamo dalla Porta Nuova dove vediamo la segnaletica del nostro cammino con la croce Tau e i colori giallo-blu direzione Spello e Roma da cui domani partiremo. Lasciamo Assisi dalla Porta Nuiva e ci dirigiamo a piedi verso la nostra struttura, la distanza è di circa 3,5km. Arrivati in struttura ci sistemiamo in stanza e dopo la doccia aspettiamo le 20.00 per la cena. La struttura ospita altre persone, si tratta di famiglie con bambini, il tavolo è infatti apparecchiato per tanta gente. Noi chiediamo di cenare prima del loro arrivo, anche se da lì a poco arriva la prima famigliola. Pasta e pomodoro, cotoletta di pollo per me, mozzarella per Mari, zucchine gratinate e insalata come contorni, frutta. Vino e acqua. Torniamo in camera che sono circa le 21.15, dandoci come orario le 8.00 per la colazione di domani. Dormiamo bene nel silenzio e nella "pace fra gli ulivi"(cit. FdG canzone Guarda che no sono io).

01 maggio Santa Maria degli Angeli-Foligno 24,5km

Scendiamo un po' prima delle 8.00. Non c'è nessuno in sala e sembra che tutti stiano ancora dormendo. Ci sbagliamo, le suore (sono tre, suor Viola albanese, una suora argentina e una giovane suora italiana di Torino che è medico, lo scopriremo più tardi) sono già sveglie e attive da tempo e così per le 8.00 arrivano dall'esterno e tutto è già pronto per la colazione, il tavolo e'  apparecchiato in un ordine perfetto. Arrivano subito anche le tre famiglie ospitate nella struttura con la loro prole, sette bambini inclusa una coppia di gemelline. Noi finiamo presto perché vogliamo andare. Cosi salutiamo gli ospiti e dopo aver apposto il timbro sulla credenziale e ripreso gli zaini, salutiamo suor Viola e le altre e via ... in direzione Assisi. Il nostro cammino comincia con i 3,5km dalla nostra struttura ad Assisi-Porta Nuova. Qui cerchiamo un bar per un cappuccino e un bagno e quindi ci incamminiamo. Il percorso è subito bello, segnalato perfettamente o con la segnaletica  o con il doppio colore giallo-blu che ritroveremo sempre sui pali. Non possiamo sbagliare. Camminiamo senza incrociare pellegrini ma gente del luogo che passeggia. Il cielo è sereno con poche nubi, la temperatura è gradevole, non è caldo e neppure freddo. Camminiamo indossando la felpa. C'è un po' di vento ma non è fastidioso. Le strade sono in parte asfaltate e soprattutto sterrate. Sono in salita, pianeggianti e in discesa. Costeggiamo da un lato le colline di boschi del Parco Subasio e dall'altro campi di ulivo e in basso la enorme vallata di case e fabbriche e strade ma in lontananza. Ci sono infiniti campi di ulivo, molte querce lungo le strade che percorriamo e tanto asparago selvatico, qualche pianta di finocchietto selvatico e tanta ginestra non ancora fiorita. Si cammina benissimo, il paesaggio è bello e infonde pace. Seguiamo la segnaletica che non manca indicandoci sempre i km che mancano a Spello e Foligno. Incrociamo tre ciclisti che marciano verso Assisi e subito dopo, i primi quattro veri pellegrini stranieri della giornata sempre in direzione Assisi. Uno invece, anch'egli straniero, va nella nostra direzione e ci segue. Si intravede Spello e prima di entrare in città ci riforniamo di acqua ad una fontana. Spello è bellissima, ricca di edifici in pietra bianca e rosata ben conservati. Visitiamo alcune chiese e poi facciamo qualche acquisto (braccialetti). Spello è famosa per i suoi fiori e molte case ne sono addobbate e infatti leggiamo non solo i manifesti per l'infiorata del 6-7 giugno prossimo ma su alcune case le targhe per i premi ricevuti di edizioni di infiorate passate. Ci sono molti turisti in giro per la città e i bar e i ristoranti sono affollati. Noi camminiamo e cerchiamo la segnaletica per ritrovare il cammino. Così per le 13.30 circa usciamo da Spello dirette a Foligno. Mancano circa 5km. Il percorso non è bello come quello del mattino ma è ugualmente ben segnalato. Ben presto siamo alle porte di Foligno, alla sua periferia fatta di strade e costruzioni anonime, e ci rendiamo subito conto che è più grande di Spello. Raggiungiamo il centro, la piazza della Repubblica, dove si trova il municipio, o Palazzo comunale, un grande edificio con un colonnato neoclassico e una scritta S.P.Q.F. (come quella di S.P.Q.R. di Roma) e una bella e grande chiesa, il duomo di Foligno o cattedrale di San Feliciano. Da qui raggiungiamo la nostra nuova struttura religiosa, il Monastero di Sant'Anna delle Suore Beata Angelina. Struttura molto bella e bel curata e pulita, anzi lucidissima. Ci accoglie una suora per le solite pratiche di pernottamento. Stanza al 1°piano n.6. Ci sono 3 letti con bagno e 2 finestre. Tutto procede benissimo. Riposo con snack e prenotazione cena alle 19.00 in un ristorante cercato in Google.
"La Lanterna dei Trinci" in centro è il nostro ristorante. Tagliolini con pistacchio tritato, finocchietto e scaglie di pecorino (piatto abbondante ma non gustoso), strapazzata al tartufo condita con crostini, pomodorini e rucola (buona), e come dolce i tozzetti al vinsanto umbro (scarso in quantità). Acqua e un quartino di vino rosso fermo. Giretto in centro per ritrovare la segnaletica per il cammino di domani che parte da Porta Romana. Rientro in monastero, doccia e letto.

02 maggio Foligno-Trevi 12km / Trevi-Poreta 12km / Poreta-Spoleto 15km (km arrotondati per eccesso)

Ci svegliamo verso le 7.30 e usciamo per la colazione in un bar a pochi metri di distanza. Usciamo dalla città e dopo una prima incertezza, imbocchiamo la strada giusta. Oggi i km da percorrere sono pochi circa 12. Superiamo la frazione di San Eraclio, qui perdiamo la segnaletica ma con le coordinate gps la ritroviamo subito e proseguiamo con tranquillità su strade asfaltate e sterrate, tra campi di grano e coltivati e uliveti a perdita d'occhio. Lungo i bordi delle strade grandi querce e tanto asparago selvatico e piante di finocchietto selvatico (che degustiamo volentieri). Oggi incontriamo tanti pellegrini, in gruppi numerosi organizzati e in piccoli gruppi, ma tutti in direzione opposta alla nostra, loro camminano verso Assisi. Superiamo anche il borgo di Collecchio, con la sua bella fontana lavatoio e abbeveratoio, e intravediamo a poca distanza il paese di Trevi in cima ad un colle. Ci fermiamo su un'ampia panchina semicircolare, prima dell'ingresso in paese, per fare il punto. Sono appena le 10.30 e abbiamo davanti l'intera giornata che crediamo non possa andare "persa" in un piccolo paese dovendo fare l'indomani circa 25 km impegnativi da Trevi a Spoleto. Così pensiamo di cambiare programma e cerchiamo un posto da dormire in serata in Poreta, località a circa 11-12km da Trevi, per accorciare la tappa Trevi-Spoleto. Nessun contatto chiamato ha disponibilità per la notte. Proviamo anche su Spoleto perché la distanza non è tanta, circa altri 13km. Nulla anche su Spoleto. Ci rassegniamo e proseguiamo per il centro. Il borgo è molto bello, facciamo un giretto, riempiamo le borracce, valutiamo se mangiare o stuzzicare visto che abbiamo davanti a noi molto tempo. Ci sediamo su una panchina e ragioniamo ancora sulla possibilità di raggiungere Spoleto. C'è una coppia sulla panchina opposta alla nostra che ha appena comprato dall'alimentari di fronte due grossi panini imbottiti e si apprestano ad una breve sosta. Sono due camminatori, marito e moglie, Fabio e Anna, leccesi, che sentendoci parlare, ci offrono un elenco di strutture da contattare perché anche loro hanno prenotato all'ultimo in mattinata in un ostello a Spoleto e si accingono a ripartire. Proviamo a telefonare, ma nulla. Ci salutiamo dispiaciuti per non aver trovato posto a Spoleto. Anche noi compriamo da mangiare, mangiamo e chiacchieriamo ormai del tutto rassegnate. Mentre decidiamo di raggiungere la nostra struttura in Trevi, Mari riceve un sms da un numero a cui aveva precedentemente chiamato. Dice di contattare un certo monastero in Spoleto e di prenotare a nome di un tal sacerdote...Detto, fatto. In pochissimi minuti abbiamo risolto, perché in monastero c'è una doppia libera ma dobbiamo arrivare entro le 21.00.
Alle 13.30 passate, dopo aver avvisato il monastero di Trevi del nostro mancato arrivo, ci incamminiamo seguendo la segnaletica in modo facile. Il cammino si presenta da subito impegnativo, strade sterrate in salita e in discesa ripide, su campi aperti e uliveti, all'interno di aree boscate su stretti sentieri. Il sole si fa sentire parecchio quando siamo esposte, perche' l'orario è quello del primo pomeriggio, così le salite diventano difficili da affrontare e non c'è alcuna fonte d'acqua. Io ho un passo più spedito della mia amica, sono allenata e ho uno zaino più leggero, mi fermo di tanto in tanto ad aspettarla perché la vedo affaticata. Incontriamo un automobilista su una strada sterrata al quale chiediamo quanto manca a Poreta e se ci sono ancora salite. Ci rassicura che a poca distanza le salite finiscono e a Poreta manca poco,  il percorso sarà quasi in piano. In realtà ci saranno altre salite e discese, ma nonostante la stanchezza dovuta al caldo e la mancanza di acqua, sostiamo ancora e poi riprendiamo il cammino per arrivare finalmente a Poreta. Qui finalmente ci indicano una fontana, ci abbeveriamo e ci rinfreschiamo e siamo spinte ad andare avanti perché abbiamo l'orario delle 21.00 che incombe, la spada di Damocle sulle nostre teste! Un signore del posto ci indica di accorciare il percorso ed evitare il Castello di Poreta, ma pur seguendo il suo consiglio, perdiamo tempo perché non vediamo la segnaletica e la mappa che consultiamo ci indica un percorso diverso. Cosi con decisione riprendiamo la segnaletica, non possiamo permetterci di perdere tempo. E il percorso è subito in salita verso il Castello su strada sterrata. La mia amica affronta le salite con fatica, la vedo stanca e affranta. Io davanti a sforzarmi di dettare il passo per non mollare. Continuiamo con passo meno spedito, sali e scendi e attraversamenti in aree boscate su stretti sentieri che mi mettono ansia perché al limite di dirupi e leggermente esposti. Ci imbattiamo in un cane libero con collare, tranquillo ma fastidioso, perché ci segue e ci precede con insistenza. Io sono stizzita dalla sua presenza perché sono stanca, ansiosa per i percorsi affrontati e forse ancora da affrontare nei boschi, stretti ed impervi. Da lì a poco, altri due cagnetti, anch'essi liberi, che si avvicinano, abbaiando e ostacolando il nostro cammino. Io ho paura dei cani, piccoli o grandi che siano, e non tollero che siano lasciati incustoditi. Così inizio ad urlare per scacciarli, ci imbattiamo  in una donna, un gruppetto di donne sedute davanti all'ingresso di alcune case, che non accetta il mio comportamento e addirittura mi riferisce che sarei di passaggio sulla loro proprietà e i cani possono tenerli come desiderano...lasciamo perdere, posso solo dire che ho perso le staffe ma di certo mi sono imbattuta in persone che credo amino più i cani che i loro simili... (i cani sono cani e gli umani sono umani e lo dico con tanto rispetto per i cani e in generale per gli animali). Questo episodio mi lascia davvero molto turbata e irritata. Riprendiamo il nostro cammino e incontriamo due pellegrine in direzione opposta, chiediamo loro se ci sono ancora salite lungo il percorso; ci confermano che ce ne sono ancora ma non troppo impegnative. Il tempo scorre e i km da fare sono ancora 8. Nei tratti boscati la luce comincia a diminuire e la mia amica comincia ad avere paura del buio, e ha ragione, perchè non abbiamo con noi nè torce, nè telefoni carichi di batteria. Io la incoraggio a non mollare, l'aiuto con lo zaino nell'ultima salita nel bosco prima di finire su una strada asfaltata. Ci troviamo in località Bazzano Inferiore. Qui penso che è inutile continuare, i km sono ancora tanti e sono già le 18.30. Proseguiremo facendo l'autostop. Subito si fermano due macchine ma non sono dirette a Spoleto. Un automobilista è disposto a lasciarci sulla statale e da lì noi proseguire a piedi, ma scegliamo di rinunciare perchè lungo la statale è pericoloso camminare, l'altro, invece, ha una commissione da fare in zona ma se lo aspettiamo per circa mezz'ora, potrà accompagnarci a Spoleto (dovrà ripassare da li', ci dice). Per fortuna e, soprattutto per la gentilezza e la disponibilità di questo signore macedone e della sua compagna (ci parliamo in macchina quando ci caricano), arriviamo a Spoleto per le 19.45 circa. Raggiungiamo, attraversando il centro storico pieno di gente, il nostro monastero Istituto Bambin Gesù. Un grande monastero, un tempo di suore di clausura, lo si capisce dalle grate metalliche alle finestre. Qui le suore convittrici ci assegnano la stanza n.20 in stile francescano. Tempo di lasciare gli zaini, usciamo per la cena rimanendo in zona, siamo troppo stanche e non vogliamo fare neppure mezzo km. Ceniamo al ristorante pizzeria "Tre Fontane" con strangozzi alla spoletina (molto buoni), radicchio al forno e cicoria ripassata, tozzetti con vinsanto e due birre artigianali locali (bionda per me, rossa per Mari). Torniamo al nostro monastero, doccia e riposo stra-meritato.

03 maggio Spoleto

Alle 8.00 scendiamo nel refettorio a fare colazione. Una bellissima sala a volta a botte lunettata e con due enormi lampadari di Murano (almeno così sembrano). Quindi chiudiamo gli zaini, salutiamo le accoglienti suore e ci avviamo verso la stazione ferroviaria perché abbiamo intenzione di anticipare il rientro a Bologna cambiando la prenotazione. La stazione è fuori dal centro, così ci arriviamo con calma attraversando il centro città. In stazione non c'è alcun operatore FS a cui chiedere, tentiamo in autonomia di effettuare il cambio. Non è possibile e non c'è alcun treno che può riportarci a Bologna in anticipo. Dobbiamo rassegnarci a restare a Spoleto, abbiamo tutta la giornata davanti a noi. Risaliamo verso il centro, facciamo una breve sosta in un bar, visitiamo una mostra d'arte, il Museo archeologico nazionale e il Teatro romano (aperti gratuitamente essendo la prima domenica del mese), la Rocca Albornoz. Pranziamo all'aperto street food perché è in corso la manifestazione Spoleto Buskers Festival, con tanti stand di cibo di varie provenienze (ce n'è per tutti i gusti). Io scelgo gli arrosticini abruzzesi, Mari un panino imbottito di polpo arrosto. Per ammazzare il tempo, sostiamo alle panchine di un giardinetto pubblico e poi pian piano raggiungiamo la stazione. Ci fermiamo al bar della stazione in attesa del nostro treno previsto alle 18.53 verso Pesaro e qui cambio treno diretto a Bologna. 
Alle 23.30 circa si conclude questa nuova esperienza di cammino, breve ma intensa, con l'intento di proseguire in futuro con nuove tappe per arrivare a Roma. 

Ringraziamenti: ringrazio di vero cuore Camillo per il gentile passaggio in macchina a casa al rientro a Bologna, suor Viola che ci ha accolto con il suo sorriso, le suore tutte per la loro ospitalità, la coppia dei leccesi Fabio e Anna, perchè grazie al loro elenco di strutture siamo riuscite a trovare una sistemazione a Spoleto, la coppia macedone-albanese che in macchina ci ha accompagnato da Bazzano Inferiore a Spoleto. 
The last but not the least, la mia amica Mari che, nonostante tutto (è stata la sua prima esperienza di cammino) è riuscita a tenere il passo per ben oltre 50km.

Riferimenti web, tra i tanti:
https://apiediilmondo.it/la-via-di-francesco-la-verna-roma-a-piedi/
https://www.viadifrancesco.it/it/w/via-di-francesco-in-umbria-da-assisi-a-roma


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