venerdì 14 novembre 2025

Il sasanello di Gravina, tipico dolce della tradizione

 

Fonte immagine: Forno 77 di Gravina in Puglia (BA)

Storia e tradizione del sasanello

Secondo le credenze popolari, nella notte tra l'1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano dall'aldilà; per l’occasione si preparava per loro una tavola imbandita di cibo allo scopo di renderli benevoli per i giorni futuri. I dolci rappresentavano un’offerta di ristoro, da parte dei vivi, per il loro faticoso viaggio. Questo gesto era un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte. I ‘sasanelli’ gravinesi nascono proprio per commemorare i morti; tuttavia, con il passare del tempo sono diventanti un dolce piuttosto comune e prelibato, tanto che tutte le famiglie di medio e basso ceto li preparavano in occasione delle feste o per i matrimoni.

Fonte:

https://www.patpuglia.it/it/12/Sasanello_gravinese/6_243

Come per molte ricette, anche per la preparazione dei sasanelli, ognuno ha la sua. E nei siti web che riporto come fonte, e in tanti altri, ne troverete di sicuro con qualche variazione.
Io riporto la mia, ricevuta da una persona amica che l'ha ricevuta da sua mamma, da sua nonna e indietro tutta!!!

Ingredienti

1/2 litro di vincotto di fichi*

500 gr di farina 00

500 gr di farina di semola rimacinata di grano duro

200 gr di zucchero

100 gr di olio extra vergine di ulivo

400 gr di cioccolato fondente

20 gr di ammoniaca per dolci

70 gr di cacao amaro

un cucchiaino di cannella e chiodi di garofano in polvere (facoltativo)

scorza grattugiata di un'arancia biologica

 

Preparazione

Riscaldare leggermente il vincotto mettendone da parte un bicchiere per sciogliere meglio l’ammoniaca da aggiungere durante la preparazione.

In una ciotola versare tutti gli ingredienti e iniziare ad impastare aggiungendo man mano il vincotto, precedentemente intiepidito, e quello nel bicchiere dove è stata sciolta l'ammoniaca.

Lavorare l'impasto fino a ottenere un composto omogeneo, liscio e morbido ma nè troppo fluido nè troppo duro (se l'impasto risulta un pò  duretto, aggiungere semplicemente un pò di acqua). 

Prelevare piccole porzioni di impasto con un cucchiaio e, aiutandoci con un dito, disporre ogni prelievo (misura rotonda di circa di 10cm) su una teglia ricoperta di carta forno. Infornare in forno già caldo per circa 8-10 minuti a temperatura di 190°-200° (occorre sempre verificare in base al proprio forno). Sfornare e far raffreddare prima di gustarli.

(NB: con 1 litro di vincotto = 2kg di sasanelli circa)

*Vincotto di fichi è una preparazione molto antica propria della Puglia. E’ uno sciroppo denso e dal sapore deciso, che si utilizza soprattutto nei periodi festivi per preparare i dolci tipici tradizionali come le tipiche “cartellate”, i “calzoncelli” e i “sasanelli”, appunto. La ricetta migliore di questo prodotto antichissimo è quella fatta in casa e tramandata di generazione in generazione dai nostri antenati. Vi indico un link per la ricetta tradizionale.

https://dolcipassioni.net/ricetta/vincotto-di-fichi-ricetta-tradizionale-pugliese/

 

Per saperne di più sui sasanelli:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sasanello_gravinese

https://www.patpuglia.it/it/12/Sasanello_gravinese/6_243

turismo.it/gusto/articolo/art/sasanelli-di-gravina-i-golosi-sassi-dei-defunti-id-9754/



martedì 11 novembre 2025

Il Falco grillaio a Gravina in Puglia e nel Parco dell'Alta Murgia



 

Accoppiamento di falco grillaio - Foto P. Dalous fonte Wikimedia Commons

Il Falco grillaio - Falco Naumanni - tipico di tutta l'area murgiana, Murgia apulo-lucana, è un piccolo rapace che popola i cieli di Gravina in Puglia. In particolare, il triangolo tra Matera, Altamura e Gravina in Puglia, è una importante area di nidificazione di questa specie in Europa. 

E' emozionante vedere e sentire i falchetti, soprattutto alle prime ore del giorno e poi ritrovarli al tramonto, di ogni giorno, da primavera fino a fine estate inoltrata. Ho tanti ricordi dal terrazzo di casa, quando al mattino presto la mia mamma era già all'opera (pulizie del terrazzo e non solo) ed io sveglia al "krii krii" stridulo e ripetitivo dei loro versi, ad ammirarli nei loro voli non troppo alti nel cielo e ad ascoltare la loro voce sonora e ben distinguibile. E poi al tramonto, al calar del sole, quando la luce taglia il cielo con colori caldi, dal rosso all'oro, rieccoli nel cielo con i loro voli frapposti a quelli delle rondini. Spettacolo!!!

I falchi arrivano dall'Africa sub-sahariana a primavera (tra marzo e aprile), dove vanno a svernare, iniziano ben presto la loro attività di ricerca dei nidi che altro non sono che i tetti (sotto i coppi) del centro storico e non solo, o negli anfratti e fessure delle murature. E poi li vedi amoreggiare con i loro tipici richiami da una antenna all'altra, o da un tetto all'altro, e così via... fino alla deposizione delle uova, alla cova, alla protezione del nido, alla schiusa, al nutrimento dei pulcini, alle prime tecniche di volo e di caccia. E poi, trascorsa l'estate (tra agosto e settembre), ad inizio autunno, lasciano la nostra terra (l'Europa tutta) e iniziano il viaggio di migrazione verso l'Africa.

Il nome "grillaio" è dovuto alla somiglianza del suo verso con quello del grillo ed, inoltre, alla sua dieta composta principalmente da grilli, locuste, cavallette, etc. che caccia in zone aperte. 

Ci sono, ovviamente, numerosissime pubblicazioni di carattere scientifico e non solo, per saperne di più sui falchi grillai. Mi limito a segnalare il sito dei Carabinieri in Ministero della Difesa, senza nulla togliere ai tantissimi siti nel web e nella letteratura scientifica.

E poi in Facebook nel gruppo "#Gravinaèbellassai" da cui ho ripreso questa bella fotografia dal post di Onofrio Tragni del 2 agosto 2020.



Ministero della Difesa - Carabinieri - Fauna. 

https://www.carabinieri.it/media---comunicazione/silvae/la-rivista/aree-tematiche/fauna/il-falco-grillaio

IL FALCO GRILLAIO
17/01/2022
di Pietro Papa - Maresciallo Ordinario, Addetto Reparto CC P.N. Cinque Terre








sabato 26 luglio 2025

Gravina nei set cinematografici



FONTE: https://www.mywaytonever-land.com/3-film-girati-a-gravina-in-puglia-nuova-icona-del-cinema-internazionale/

By Carlotta Tanisi

3 film girati a Gravina in Puglia, nuova icona del cinema internazionale

Il borgo pugliese si è ormai consolidato come set cinematografico di fama internazionale.

In questo articolo ti svelo tre film girati a Gravina in Puglia.

Negli ultimi anni Gravina in Puglia è diventata una meta cinematografica sempre più ambita.

Il fascino decadente degli antichi rioni, i secolari insediamenti rupestri, i paesaggi della Murgia e, in particolare, il Ponte-Acquedotto Madonna della Stella hanno fatto innamorare registi e produttori del cinema internazionale.

Maria Maddalena (2018)

Locandina del film Maria Maddalena
Vista sui rioni di Gravina dal complesso delle sette camere

Il film drammatico del regista Garth Davis vede Joaquin Phoenix nei panni di Gesù, Rooney Mara in quelli di Maria Maddalena e Chiwetel Ejiofor nel ruolo dell’apostolo Pietro.

Il film racconta la passione di Cristo dal punto di vista della Maddalena, erroneamente creduta una prostituta e recentemente riconosciuta, invece, come la prima “Apostola degli Apostoli” – loro pari – e prima testimone della resurrezione di Cristo.

La pellicola è stata girata in parte a Matera, in parte a Gravina, specialmente nel complesso delle Sette Camere ( vuoi saperne di più? Leggi il mio itinerario su Gravina) e sul Ponte-Acquedotto Madonna della Stella, che nel film Gesù attraversa per raggiungere il Getsemani.

Pinocchio (2019)

Locandina del film Pinocchio di Matteo Garrone
Carlotta che passeggia sul ponte acquedotto di Gravina in Puglia

Il Pinocchio di Matteo Garrone è una rivisitazione della celebre fiaba di Carlo Collodi, che narra di un burattino che prende vita e sogna di diventare un bambino vero.

Ad interpretare mastro Geppetto è uno dei colossi del cinema italiano: Roberto Benigni.

La favola di Garrone vede alternarsi personaggi fiabeschi (e a tratti grotteschi) a personaggi profondamente umani.

Ritroviamo anche qui il Gatto e la Volpe, rispettivamente interpretati da Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini, ed il terribile Mangiafuoco impersonato da Gigi Proietti e che, a onor del vero, nel film non appare poi così terribile. Anzi, il maestro Proietti ci fa scoprire una versione inedita di Mangiafuoco, più tenera e buona ed alla quale Pinocchio riesce a toccare le corde del cuore.

Molte scene del film sono state girate in Puglia e, proprio come me, anche Pinocchio ha attraversato il Ponte di Gravina durante il viaggio per tornare a casa dal suo babbo; quel ponte che riesce ad incantare chiunque lo veda e che conferisce al paesaggio circostante un tocco magico, appunto fiabesco.

007 – No time to die (2021)

Locandina film 007 no time to die

A rimanere incantato è stato anche il regista dell’ultimo film sull’agente segreto più famoso del mondo: Bond, James Bond.

Il film è stato girato anche in Italia, in particolare a Matera, ma non solo!

007 – No time to die è, infatti, il più atteso tra i film girati a Gravina in Puglia, perché ha consacrato la bellezza del Ponte Madonna della Stella rendendolo protagonista di una fantastica scena d’azione, durante la quale l’agente Bond è costretto a buttarsi dal ponte per sfuggire alle pallottole nemiche.

“That’s what we want” ha esclamato il noto presentatore Jimmy Fellon quando ha visto la scena in questione, che è presente anche nel trailer del film.

Io non vedo l’ora di guardare questa scena al cinema, e tu?

In realtà, i film girati a Gravina in Puglia – ma in Puglia in generale – sono molti di più. Per l’elenco completo vi rimando al sito dell’Apulia Film Commission, che dal 2007 ha l’obiettivo di attrarre in Puglia il maggior numero di produzioni audiovisive nazionali ed internazionali.

Non solo film, ma anche sceneggiati televisivi: piccolo e grande schermo che contribuiscono ad aumentare la popolarità di questa terra magica e le attribuiscono finalmente la notorietà che merita.


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Yunan (2025)


Girato anche in Puglia il film 'Yunan' in concorso alla Berlinale: riprese tra Gravina, Minervino, Poggiorsini e Spinazzola

Produzione Internazionale (Germania, Canada, Italia, Palestina, Qatar, Giordania E Arabia Saudita), il lungometraggio è stato girato anche in Puglia, tra Gravina, Minervino Murge, Poggiorsini e Spinazzola con Ii sostegno di Apulia Film Commission e Regione Puglia

Fonte:

Redazione17 febbraio 2025 10:53


lunedì 21 luglio 2025

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi. Rubrica a cura di Rosa Moliterni

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi: la Pasqua

Proverbi e Modi di Dire Gravinesi

Rubrica a cura di Rosa Moliterni

Fonte: gravinalife.it e Lifenews24.it canale You Tube


La saggezza popolare viene rappresentata al meglio da motti e proverbi che provengono dalla tradizione. Una tradizione quella gravinese, di origine contadina che si traduce in un linguaggio asciutto e concreto, che colpisce per la sua efficacia. Di qui l'idea di realizzare una rubrica che attraverso i proverbi e i modi di dire ci racconti la società tradizionale e le sue credenze, tramandate di generazione in generazione e valide adesso, come allora.

"La gran parte dei proverbi presi in considerazione sono tratti dal libro: "Proverbi gravinesi" di Mimma Di Benedetto e Tobia Granieri, Adda Editore 2000, dal testo di Domenico Mastromatteo "Il Dizionario di dialetto gravinese , "Le dettérye, il Grillo editore, 2004 dal "Lessico minimo del dialetto gravinese" di Franco Laiso Edito da Bongo.

da Lifenews24.it 
https://www.gravinalife.it/rubriche/proverbi-e-modi-di-dire-gravinesi/
In questo sito in You Tube troverete le altre puntate su diversi argomenti trattati. Qui sola la 1^ Puntata
https://youtu.be/UdggkHPNUog?si=SaXvoDfK7l1ACb1V

sabato 19 luglio 2025

Papa Benedetto XIII di Gravina in Puglia





Fonte: Gravina tips da Facebook
✨ Lo sapevi che un Papa nacque a Gravina?

Papa Benedetto XIII:

📍Nato a Gravina in Puglia nel 1649, Pietro Francesco Orsini apparteneva a una delle famiglie nobili più antiche d’Italia( gli Orsini di Roma) Nonostante l’appartenenza nobiliare, rinunciò ai privilegi per abbracciare la povertà e la vita religiosa, entrando a soli 16 anni nell’Ordine dei Domenicani, assumendo il nome di fra Vincenzo Maria Orsini.

Durante la sua lunga attività pastorale🕊️, fu:
arcivescovo di Manfredonia, vescovo di Cesena, arcivescovo di Benevento, città che ricostruì dopo un terremoto e dove rimase oltre 40 anni. 

👑Salì al soglio pontificio nel 1724 con il nome di Benedetto XIII, e portò con sé uno spirito austero, una fede incrollabile e un sincero amore per i più poveri. 
Il suo pontificato fu segnato da riforme religiose, attenzione ai sacramenti e una profonda devozione mariana con meno spazio alla direzione “politica” della Chiesa

A Gravina lasciò il segno restaurando la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sostenendo i Domenicani locali e mantenendo vivo il suo ricordo con vie, epigrafi e iniziative culturali.

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Ed io aggiungo due righe.
Il link in Wikipedia per ogni ulteriore info.
https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XIII

da cui estraggo la nota sulla sua sepoltura per chi volesse fargli visita.
I suoi resti si trovano nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, nei pressi del Pantheon a Roma, nella cappella di San Domenico.


lunedì 14 luglio 2025

Gravina si candida a capitale della cultura 2028

 



venerdì 4 Luglio 2025

La candidatura

Gravina capitale cultura 2028, siglato protocollo d’intesa da 14 Comuni e dalla Città metropolitana di Bari

Il documento è stato siglato anche dai sindaci dei Comuni che, insieme a Gravina, rientrano nell’area del MurGeopark – Geoparco Unesco, un’iniziativa che segna un passo decisivo nella costruzione di una proposta culturale condivisa e fortemente radicata nel territorio

Ieri mattina è stato siglato il protocollo d’intesa a sostegno della candidatura del Comune di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028.

Il documento è stato siglato dai sindaci dei Comuni che, insieme a Gravina, rientrano nell’area del MurGeopark – Geoparco Unesco, e dalla Città Metropolitana di Bari (nella persona del sindaco metropolitano, Vito Leccese).

«Con la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa si fa squadra: tanti Comuni si uniscono per sostenere la candidatura di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028. Questo gioco di squadra è fondamentale, così come è il supporto della Città metropolitana di Bari, che crede profondamente nel valore di questa candidatura. Parliamo di un territorio ampio e articolato, caratterizzato da un patrimonio culturale, storico e architettonico di grande rilievo, ma soprattutto da un paesaggio unico. Oggi quattordici città collaborano in sinergia, superando le vecchie logiche di campanile e dimostrando che è possibile costruire insieme una visione condivisa per il futuro – ha dichiarato il sindaco Leccese».

Con il Protocollo d’intesa, la Città metropolitana di Bari, insieme ai 14 Comuni sottoscrittori (Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola e Toritto), ha espresso un impegno congiunto nella promozione di un’offerta culturale integrata, in grado di valorizzare il territorio dell’Alta Murgia e di generare impatti duraturi sul piano economico, sociale e turistico.

Alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, per il comune di Santeramo, ha partecipato il sindaco Vincenzo Casone.

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Si rimanda al link che segue del Ministero della Cultura in cui sono segnalati i 25  Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di "Capitale italiana della Cultura" per l’anno 2028 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura. Questo il link:

https://cultura.gov.it/comunicato/27785






mercoledì 2 luglio 2025

L'arte dei muretti a secco

Fonte: Viaggio in Italia nel Patrimonio Immateriale - MiC_Italia


UNESCO: l'arte dei muretti a secco



L’arte del “muretto a secco”, iscritta nel 2018 nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, riguarda il know-how relativo alla realizzazione di costruzioni in pietra accatastate l’una sull’altra, senza l’utilizzo di altri materiali eccetto il terreno, a volte asciutto. Le strutture in “muretto a secco” sono distribuite nella maggior parte delle aree rurali – principalmente in terreni scoscesi – sia all’interno che all’esterno degli spazi abitati, sebbene non siano sconosciuti nelle aree urbane.

La stabilità delle strutture è assicurata dall’attenta selezione e posizionamento delle pietre, e le strutture in pietra a secco hanno modellato numerosi e diversi paesaggi, formando vari modi di abitazione, agricoltura e allevamento. Tali strutture testimoniano i metodi e le pratiche utilizzate dalle persone dalla preistoria ad oggi per organizzare il loro spazio di vita e di lavoro ottimizzando le risorse locali naturali e umane. Svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all’erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l’agricoltura.

I detentori e praticanti includono le comunità rurali in cui l’elemento è profondamente radicato, così come i professionisti nel settore delle costruzioni. Le strutture in pietra a secco sono sempre realizzate in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica un rapporto armonioso tra uomo e natura. La pratica è tramandata principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle condizioni particolari di ogni luogo.

lunedì 30 giugno 2025

Carramba che sorpresa!

 


Viaggio in Norvegia Giugno 2025

Introduzione

Mai in tutta la mia vita di viaggiatrice ho vissuto la preparazione di un viaggio, il suo inizio, come questo che sto per raccontarvi.

Da tempo desideravo fare la maratona di Tromso (in alta Norvegia), da tempo avevo richiesto info alle agenzie sportive che organizzano viaggi all'estero per i maratoneti. Ma non ero ancora del tutto convinta, l'idea di andarci da sola mi turbava.


Aprile Maggio Giugno

Un bel giorno (siamo circa a metà aprile) nell'area ristoro del mio luogo di lavoro, mi imbatto in due colleghe, una arrivata da poco che non conoscevo, l’altra l’avevo già incrociata negli uffici, e parlando “del più e del meno” scopro che la neo assunta ha gia' un volo programmato e una prenotazione in hotel a Tromso il 23 giugno. Si chiama Carrabs, da me subito ribattezzata Carramba! Lei, persona di una simpatia cordiale e affabile, ha mostrato entusiasmo per la mia ancora incerta idea di Tromso, anzi mi ha incitato a pensarci e a decidere perché la cosa era di per sé incredibile. Incroci fatali del destino (direbbe lei). Io avrei fatto la maratona il 21 e al suo arrivo ci saremmo unite per continuare un viaggio nordico tra le steppe, le renne, ... il nulla (mio pensiero, perché mi vedevo tra tanta natura inabitata e inospitale, innevata, ostile). E infatti non ero convinta del tutto di affrontare una parte del viaggio da sola (prima volta assoluta per me all'estero) in attesa del suo arrivo. Poi però ci pensavo e ripensavo e mi dicevo che sarebbe stata davvero una occasione imperdibile, avrei rimpianto in futuro non essere andata. Così prenoto un hotel a Tromso e mi precipito a dire a Carramba la decisione presa di affrontare finalmente il viaggio "avventuroso". In men che non si dica, prenotiamo l'hotel nel quale lei aveva già una notte prenotata con una sua amica (nel frattempo si era unita a lei Alina) e ad annullare la prenotazione del mio. Poi subito a prenotare voli e incrociarli ai suoi; gli altri alberghi, e ancora prenotazione bus da Bologna per Milano Malpensa e viceversa al ritorno. Ed anche bus per Capo nord per escursione con visita famiglie Sami. Insomma tutto quanto occorreva per starsene tranquilli in attesa della partenza in giugno. Entusiasmo della Carramba, anche il mio per la scoperta del nord norvegese in compagnia, unito ad un po' di ansia per la maratona che comunque è un impegno fisico e mentale. Da li' a qualche giorno, ripensando alla prenotazione fatta con bus per raggiungere il 20 giugno Milano Malpensa direttamente da Bologna, mi dico che è meglio andare in treno al mattino presto perché con il bus ci sono più incertezze (autostrada, traffico, ...). Disdico viaggio in bus e prenoto treno IC per il 20 ore 4.56 da Bologna, meglio arrivare presto e avere il tempo per raggiungere l’aeroporto con il Malpensa Express dalla stazione C.le. Queste valutazioni, timore di non arrivare in tempo in aeroporto e i cambi di programma, mi avevano creato un po' di stress, ma speravo dentro di me di aver fatto bene a cambiare. Un altro segnale di ansia arriva quando, pur avendo effettuato l'iscrizione alla maratona in autonomia, non arriva via email alcun riscontro dall'organizzazione. Quindi scrivo io stessa una email e attendo conferma che arriva dopo qualche giorno. Sembra che io sia nella lista ma si riservano di dare info ulteriori in maggio. Altra stranezza è che negli stessi giorni mi vedo sottratto un importo dalla carta di credito da parte dell'hotel a Tromso (ricordavo che c'era tempo prima di poter addirittura disdire e pagare all'arrivo). Ma non do troppo peso, riferisco anche alla Carramba che forse il denaro era stato solo "precettato" (spesso succede nelle prenotazioni). Il tempo scorre tra impegni vari lavorativi e non; io, pur allenandomi a fatica per il gran caldo, ho voglia di chiudere la stagione con la bella maratona del sole di mezzanotte a Tromso. A circa 10 gg dalla partenza, periodo in cui riprendo in mano le prenotazioni per fare sintesi, mi accorgo che la prenotazione dell'hotel di Tromso, di 4 notti, era errata, anziché per il 20-24 giugno, era stata fatta per il 20-24 aprile. Ecco perché mi avevano sottratto il denaro, semplicemente perché non mi ero presentata all'hotel il 20 aprile. Iniziano le nuove ansie perché l'hotel dapprima mi conferma la prenotazione, poi in una successiva email, su mia precisazione, mi riferisce che non ho alcuna prenotazione (anche la receptionist dice di aver sbagliato a confermarmi le date). Mi metto velocemente alla ricerca di un nuovo hotel in Tromso; ne trovo uno in booking.com e lo blocco perché, pur essendo costoso, almeno mi assicuro una singola con colazione in zona centrale. Anche la Carramba si butta a capofitto nella ricerca di una nuova sistemazione per me. Ovviamente si trova ben poco, quel che c'è o è costoso o è un ostello con condivisione bagno, cucina, …. Decido di scrivere email al primo hotel mancato, chiedendo la possibilità di ospitarmi 4 notti e conoscere il prezzo. Mi propongono un prezzo più alto del nuovo hotel trovato in booking.com, così cerchiamo ancora altro. Infine, dopo vari tentativi, torno a scrivere al primo hotel, spiegando loro di aver fatto uno stupido errore involontario, errore di date (riferisco che ho la maratona in giugno), e chiedendo uno sconto in modo da rimanere nello stesso hotel della Carramba. Ancora incomprensioni con la receptionist (scambi di email con ansia crescente), alla fine riesco a prenotare 4 notti nell'hotel e disdire l'altro. Sembra risolta la questione albergo, certo a "caro prezzo" e non solo perché l'hotel costa molto di più (prenotazione a ridosso della partenza e della maratona), ma mi è costato tanto stress. La Carramba intanto ha deciso di far ritorno a Carpi; lasciare la CM significa non poter avere scambi diretti con lei per l'imminente viaggio. Ma ha fatto la scelta giusta e noi in qualche modo, sia telefonicamente, sia incontrandoci da qualche parte, avremmo potuto definire insieme quanto fosse stato necessario alla partenza.


6 Giugno
A questo punto, pero', occorre che riporto l'ennesimo cambiamento sull'andata a Milano. Per un evento organizzato dall'Ordine Architetti di Bari, mi trovo prestissimo in stazione a Bologna, venerdi 6 giugno ore 5.15, per la necessità di raggiungere Venezia Mestre in treno. E' un venerdi a 15 gg dalla partenza. Realizzo che alle 5.20 in stazione, i due treni IC provenienti da Lecce hanno entrambi un ritardo di oltre 20 minuti. Mi chiedo della puntualità del "mio" analogo delle 4.56 di quella mattina, chissà! Invece, alle 5.28 il treno Regionale Bologna-Milano parte dal primo binario in orario proprio davanti a me. A non ascoltare mia nipote Elena che da subito mi aveva consigliato di andare con un Regionale, perchè più puntuale di un IC (mi diceva che il notturno proveniente da Lecce avrebbe potuto tranquillamente avere ritardo); il Regionale no, perché partendo da Bologna sicuramente sarebbe stato puntuale. Comincio a pensare che la soluzione di prendere il treno tra 15 gg, ancorché IC, non è la migliore scelta. Cosi' quel venerdi stesso mi prenoto un hotel in zona Milano C.le per la notte del 19 giugno e abbandono l'idea del treno mattutino. E per fortuna! Nei giorni successivi i giornali parlano dello sciopero indetto nel trasporto pubblico, treni, bus, metropolitane,… per il venerdi 20. Mi sento finalmente serena, andrò a Milano il giovedi pomeriggio, dormiro' lì e poi il giorno successivo con il Malpensa Express potrò raggiungere il Terminal 1 e iniziare il mio viaggio.

Metà Giugno
Ormai ci siamo quasi, mancano davvero pochi giorni alla partenza, così inizio anche a verificare la possibilità del check in on line. Non è possibile farlo in SAS, compagnia aerea con cui volero', perché la mia prenotazione è stata fatta con agenzia on line GoToGate; provo, coinvolgendo la Carrabs, con l'app della stessa agenzia ma senza riscontro alcuno. Il check in sembra sospeso. Chissà. Grazie alla mia collega Nat, ci mettiamo in contatto telefonico con l'agenzia on line per capirne di più. Con un nuovo indirizzo email che gli ho dovuto fornire (con libero.it l'agenzia dice di avere problemi di invio, non vi racconto neppure che il mio account gmail.com è strapieno e quindi abbiamo dovuto pure liberare la memoria nel giro di pochi minuti), riusciamo finalmente ad avere accesso ad un link che sblocca il check in. Nel senso che con l'account in SAS e il numero di prenotazione, riesco ora a vedere i miei voli e a poter fare il check in on line quando sarà possibile (a 30 ore prima del volo). Insomma, anche sta volta l'ansia non mi è mancata.

17 Giugno
A 3 gg dalla partenza mi arriva una email dalla SAS (ore 18.11 del pomeriggio) in cui viene detto che a causa dello sciopero dei trasporti indetto in Italia per il 20 potrebbero esserci ripercussioni sul trasporto aereo con ritardi e cancellazioni dei voli. Invitano a riprogrammare il volo dal 18-26 giugno a costo zero per chi avesse acquistato biglietto direttamente con SAS. Per chi come me, invece, che avesse acquistato biglietto con agenzia on line, di fare riferimento alla stessa.
Contatto la Carramba, che essendo alle prese con il nuovo lavoro, ha poco tempo da dedicare al viaggio imminente (non ha ancora fatto alcun preparativo), tra riunioni, incontri, ... mi riferisce che lei non ne sa nulla, né nulla è arrivato via email. Lei e la sua amica hanno il primo volo con Ryanair da Bergamo in data 20 giugno, cercherà di approfondire la questione appena avrà tempo dopo le sue riunioni e quindi mi farà sapere in serata.

18 Giugno
Ecco che a questo punto l'ansia inizia davvero a crescere perché l'agenzia on line contattata più volte mi "tranquillizza" sul fatto che a loro il volo risulta confermato, non occorre fare nulla ma aspettare il 20. Ma io non mi sento affatto tranquilla, se SAS invita a cambiare data, qualcosa vorrà dire. Contatto anche Born2Run, l'agenzia sportiva che organizza viaggi all'estero, perché nel frattempo avevo visto che nella lista dei maratoneti di Tromso c'erano diversi iscritti tramite tale agenzia, per capire se avesse avuto info ulteriori. Ma senza esporsi troppo mi invita a seguire le indicazioni fornite dalla SAS o agenzia on line di riferimento. Grazie mille per la solidarietà (a buon rendere!!!). L'ansia cresce perché mi convinco sempre di più che occorre tentare di cambiare data, altrimenti potrebbe saltare tutto o quasi. Di sicuro la maratona. Non ricordo neppure le diverse chiamate fatte a GoToGate per avere rassicurazioni prima e poi la possibilità di anticipare al 18 la partenza. E niente, i diversi operatori sono sempre raggiungibili telefonicamente, ma non sanno dare riscontro ed esito alla mia richiesta di cambio data che avevo inoltrato proprio su richiesta di uno degli operatori telefonici dell’agenzia GoToGate con il riferimento della SAS nel quale si invitava a riprogrammare il volo. Insomma, la richiesta sembra essere stata inoltrata ma l'esito non arriva, sarebbe arrivato in giornata, 18 giugno, così mi dicono telefonicamente.
Così decido di partire per Milano nel pomeriggio stesso (annullo la prenotazione dell’hotel in Milano per la notte del 19), torno a casa, chiudo lo zainetto, casa e tutto il mondo attorno a me e inizia il calvario. Direzione Milano Malpensa per tentare un contatto con gli operatori SAS e capire meglio sul posto l'aria che tira in fatto di sciopero. In treno provo a richiamare GoToGate perché ancora alcuna risposta ho ricevuto via email. Diversi tentativi di chiamata infruttuosi. E anche il treno ci mette del suo a farmi perdere la linea telefonica. Poi prima delle 17.00 (quando gli uffici dell’agenzia chiudono), riesco a parlare con una operatrice che mi riferisce della loro assistenza in caso di cancellazione del volo (sigh!!!) e cmq dice di avermi inviato un link in cui entro 30 minuti devo accettare cambio dal 19 al 18 con una commissione da pagare che non si conosce. Il link non arriva (ne' mai è arrivato), nel frattempo io arrivo a Milano. Qui non riesco ad ottenere alcuna notizia dello sciopero; un operatore Emirates a cui mi rivolgo (operatori SAS non ne vedo), riferisce, dopo aver sentito telefonicamente una collega SAS, che il contatto non debbo averlo con SAS ma con agenzia on line, è l'agenzia che deve assistere il cliente e risolvere ogni questione. Mi metto l'anima in pace (si fa per dire), trovo un posto a sedere e passano le ore tra telefonate e pensieri. Devo prenotare nuovo volo di Easyjet del 19 diretto a Tromso delle 7.20 con partenza dal Terminal 2? Devo cercare altro volo su Oslo e poi rimanere ad Oslo un giorno per riprendere il programma di volo del 20 da Oslo su Tromso? Devo lasciare tutto al fato/caso e sperare che vada bene? Sono tanti i pensieri, sono esausta e ho il cervello in pappa. Sento pure Carramba che invece è tranquilla, il suo mood è quello di lasciare che gli eventi accadano e che non occorre preoccuparsi, affronterà la questione sciopero se e quando si presenterà. Lei e la sua amica hanno il volo da Bergamo alle 6.35 su Helsinki il 20 e nulla sembra turbarla; certo, comprende bene la mia ansia perché io ho la maratona in programma che potrebbe saltare, ma mi infonde positività, occorre lasciare che i pensieri "cattivi" mi abbandonino. Cosi alla fine decido di lasciare tutto come da programma. Si è fatto tardi nel frattempo, i ristoranti e bar sono chiusi, mi accontento di un pezzo di pizza al taglio dell'unico locale ancora aperto. Trovo un posto a sedere che mi sembra tranquillo e affronto la notte. Certo da seduti si puo' dormire, se si riesce, male e scomodi, ed io che già in un letto comodo dormo pochissimo, immaginatevi quanto e come avrò riposato!!!

19 Giugno
Inizia il nuovo giorno prestissimo. Alle 5.00 ero già in giro per l’aeroporto. Bagno, caffè, display voli, imbarchi ai desk, partenze, arrivi, supermercato, taxi, treno, bus, ... insomma chiedetemi di Malpensa Terminal 1, qualsiasi info, saprò dirvi tutto nei dettagli! Il tempo scorre e al box informazioni c'è una signora gentilissima. Mi rivolgo a lei nella speranza di avere rassicurazioni maggiori sullo sciopero e sulla SAS. Niente, lei mi dice che dello sciopero si conosce all'ultimo, i voli vengono confermati o cancellati il giorno stesso del volo, ed il check in fatto non è garanzia di conferma di partenza. E va bene così... Ammazzo il tempo bevendo caffe' nero bollente... (neppure quello perché mi agita). Mi giro tutti i piani del Terminal 1, da sopra a giu', da dentro a fuori, in lungo e in largo... Insomma arrivano le 11.00 e finalmente ai desk ci sono le operatrici SAS pronte per la partenza del mio stesso volo dell'indomani (11.45) ad imbarcare bagagli in stiva di chi è in partenza oggi. Chiedo ad una gentilissima ragazza dello sciopero, lei davvero super, mi dice che i voli SAS di solito non sono cancellati. Non dovrebbero esserci problemi. Finalmente un po' di rassicurazione, ci voleva, anche se non sono del tutto tranquilla. Ma ormai non ho alternative, devo aspettare domani. Così inizio a capire come affrontare il resto della giornata fino a domani mattina, visto che dovrò a sto punto rimanere in aeroporto. Controllo una zona che mi ero "persa", la zona cappella per preghiera, assistenza medica, moduli per dormire. Si trova in fondo al 2°piano del Terminal. Zona più tranquilla. Mi siedo e comincio a pensare. I moduli non mi convincono, restare seduta tante ore, compresa la notte, neppure. Intanto scambio messaggi con la Nat che mi consiglia vivamente di trovare hotel per riposare, sennò come affronterò la maratona? Le do ragione, così mi metto alla ricerca di un hotel nelle vicinanze. Ma tutti sono raggiungibili o in taxi o con macchine private o navette. Ne trovo uno che mi ispira, giudizi positivi, 15 minuti di macchina di distanza. Chiamo, blocco una stanza, chiedono carta di credito, mi riferiscono che hanno bistrot, perché non c'è nulla nelle vicinanze, e che si arriva in taxi. Così mi reco al supermercato al -1 a prendermi da mangiare, non voglio andare al loro bistrot, e mi avvio verso i taxi al piano terra. Ma i tassisti del pt mi dicono che i taxi per l’area attorno all'areoporto vanno presi al -1 perché loro fanno servizio a/da Milano.
Ritorno al -1 e prendo taxi fornendo indirizzo dell'albergo. Il tassista mi dice che la tariffa è unica di 20 euro, però l'albergo in cui mi porta non è il mio prenotato, infatti non lo riconosco dall'esterno. Riguarda bene l’indirizzo e ricominciamo ad andare. Oltrepassiamo il confine di regione, vedo cartello Lombardia/Piemonte, mi domando dove cavolo si trovi questo hotel. Insomma, arrivo a destinazione dopo 29 km e la tariffa non è più la stessa, ma 28,50 euro perché è fuori dal chilometraggio dei 20 euro. Pago e vado in reception. Qui provo di capire come mai mi avevano detto 15 minuti e a poca distanza ed invece... niente cosi è. Per domani o chiamerò un taxi che di sicuro mi dice la receptionist costerà di più, o può prenotare un transfer per me a tariffa unica, 35 euro. Non ho scelta. Vado a rinfrescarmi e riposare nella mia camera. Non sono tranquilla perché in reception ho lasciato come orario del trasfer per l'indomani mattina le 9.00. Temo che sia meglio partire prima, perché, uno non dormo molto, due meglio arrivare prima al Terminal 1 per capire sin da subito i voli e le cancellazioni. Cosi', con questa nuova ansia addosso, dormo pochissimo.

20 Giugno
Sono sveglia alle 5.00, mi giro e mi rigiro nel letto, leggo messaggi e emails, leggo notizie per capire che novità ci sono. Nel frattempo la Carramba e la sua amica sono in volo sul Ryanair partito da Bergamo per Helsinki, mi avvisa con un messaggio. Intanto è gia' una buona notizia, loro sono partite! E la SAS in una email informa che per il volo è possibile imbarcare i bagagli, pure questa è una buona notizia (il volo dovrebbe esserci).
Faccio colazione alle 7.00 e poi chiedo se il transfer può arrivare prima, alle 8.00. Fortunatamente il transfer è in zona e accetta di passare un'ora prima dell'accordo preso ieri. Chiudo tutto nello zaino e via, si parte per il Terminal 1 di Malpensa, 29 km confermati anche dal transfer. Pago e mi precipito a guardare il display zona partenza. Il mio volo della SAS delle 11.45 diretto ad Oslo non è stato cancellato, solo debbo aspettare le 10.30 per info gate.
Alle 11.45 si parte, finalmente!!! Tutto bene quel che sembrava finire male...

Annotazioni finali
Il viaggio è stato semplicemente bellissimo, non riuscirei a raccontarlo, mi rimane il ricordo impresso nella memoria. Neppure le fotografie possono rendere le emozioni che ho provato di fronte a tanta immensità di spazio, al silenzio, ai colori, alla forza della Natura che lì ho trovato dominante, dura, stupefacente, rigenerante ma direi anche pacifica.

Vi mostro un video che può darvi l'idea del paesaggio e dei luoghi visti nel lontano Nord a Gjesvaer.


NB: per riagganciare il tema delle “ansie" iniziali, vi lascio quest'ultimo aneddoto. Arrivata a Milano Malpensa Terminal 1 il 28 giugno sera alle 20.10 circa, in attesa di tornare a Bologna, dall'altoparlante sento un annuncio: "a causa di una avaria di ... (non capisco bene), tutti i voli dello scalo milanese in partenza ed in arrivo potranno essere cancellati o subire ritardi, si invitano i passeggeri a verificare le informazioni del loro volo...". E penso che fortuna ho avuto ad atterrare poco meno di un'ora fa!

A RaiNews24 del 29 giugno: Trasporti Enav: traffico aereo degli scali lombardi tornato alla normalità dopo il guasto tecnico alla sala radar di ieri sera. (Solo per dirvi che non ho inventato nulla e che ho rischiato un rientro traumatico come è stata la partenza). Il cerchio si sarebbe chiuso in bellezza!!!

Riferimenti utili
Hotel: a Tromso e Honnisvag catena Scandic (presente anche a Oslo)
Voli: da Milano a Oslo a Tromso e viceversa compagnia SAS; da Tromso a Honnisvag e viceversa compagnia Wideroe
Escursioni: Get to Ride oppure direttamente in loco
Cibo: pub, ristoranti, 7Eleven o supermercati coop prix, rema 1000, eurospar, kiwi

Sconsiglio vivamente di affidarsi ad agenzia on line per i voli, meglio gestirli autonomamente o affidarsi ad agenzie con personale in carne ed ossa.

Ringraziamenti

Ringrazio di cuore le persone che mi hanno supportato, aiutato, incoraggiato, sostenuto (anche solo ascoltato), insomma coloro che non mi hanno mai fatto perdere la speranza e la forza di affrontare questo viaggio. In ordine assolutamente sparso: Carramba, Nat, Linda, Ric, Lu, Marti, An, Ger, Dani, Engel.

martedì 3 giugno 2025

Cammino Materano – La Via Ellenica dal 22 al 26 maggio2025

 


Per iniziare alcune utili informazioni. Fonte: Guida Via Ellenica-Cammino Materano. 

"La Via Ellenica collega due siti Unesco, Alberobello e i Sassi di Matera, ed attraversa l'affascinante Terra delle Gravine, un territorio costellato da molteplici meraviglie naturalistiche e antropiche: a partire dalle profonde e spettacolari gole rocciose (Canyon) che ospitano antichissimi villaggi e chiese rupestri, decorate da preziosi affreschi di epoca medievale. Lungo il Cammino, impreziosito da boschi, masserie e paesaggi di insolita bellezza, si scoprono suggestivi borghi che, da millenni, sono crocevia di culture e scrigno di tradizioni contadine. I punti tappa sono Martina Franca, Crispiano, Massafra, Mottola, Castellaneta, Palagianello, Laterza e Ginosa. Il Cammino, che comprende 8 tappe per un totale di circa 170 km, è completo dal punto di vista della segnaletica e delle accoglienze". 

Diario di 5 giorni di cammino (inclusi gli spostamenti da Gravina ad Alberobello e da Ginosa a Gravina) di 3 pellegrini: Antonella, Rosa e Angelo, legati da parentela. 

Del Cammino Materano abbiamo scelto la via Ellenica che da Alberobello arriva a Matera.  Il percorso può essere fatto in entrambe le direzioni;  noi abbiamo scelto di partire da Alberobello  e arrivare a Ginosa, saltando l'ultima tappa, Matera.

Giovedì 22 maggio: partenza con treno Fal da Gravina e arrivo a Bari. Da Bari con bus Ferrovie del Sud Est siamo diretti ad Alberobello. Nel paese dei trulli e dei tanti turisti, nessuno sa indicarci con precisione il percorso della Via Ellenica da cui inizia il nostro cammino e ci tocca constatare che la segnaletica è praticamente assente o forse non facilmente visibile. Infatti, iniziamo, quasi alla cieca, sulla base di qualche incerta indicazione che ci viene fornita da alcuni locali. Molti non hanno mai sentito parlare del CM. Ci incamminiamo nelle terre dei trulli, costruzioni spettacolari, spesso singoli edifici o in gruppo, davvero sorprendenti per maestria e sapienza costruttiva. Il percorso è agevole su asfalto, strade di campagna, tratturi, alternati da strade asfaltate. Non vediamo alcuna segnaletica e quindi avanziamo aiutati da google maps. Il paesaggio è puntellato di costruzioni, prevalentemente trulli, e di tanti ulivi e ciliegi. Il terreno dei campi è di un marrone intenso tendente al rosso scuro, un colore che ci dice di quanto ricca di ferro e fertile sia la terra in cui crescono gli infiniti e secolari ulivi. Molti campi sono già arati, altri ancora con le balle di fieno al sole ad asciugarsi. Arriviamo a Martina Franca, una bella cittadina, qui sostiamo in un b&b, stanza tripla con letti a go go (6 posti letto nella nostra stanza, due letti a testa!).

Venerdì 23 maggio: al mattino, dopo la colazione nel b&b, ci incamminiamo attraversando il bel centro storico, ma l'ufficio informazioni turistiche è chiuso, quindi non riusciamo ad avere info per seguire il percorso che ci condurrà a Crispiano. Nessuna segnaletica in centro, così proseguiamo con l'aiuto di google maps. Tuttavia, lungo il cammino iniziamo a riconoscere due segnali: giallo-verde che è quello del CM e il rosso-blu che è quello della Via dei due Mari che da Polignano conduce a Taranto. Notizie queste apprese da Dario, il titolare del b&b di Martina Franca che ci aveva pure informato del fatto che lungo il percorso avremmo attraversato il bellissimo Bosco delle Pianelle e la masseria delle Zie, posti da non perdere. Lungo il percorso i due segnali si alternano, praticamente i due cammini hanno tratti di strada in comune. Noi scegliamo di intraprendere una strada asfaltata che sembra condurci dritto a Crispiano, senza rischiare di perdere l'obiettivo e dover fare chilometri in più. Ma il segnale ormai l'abbiamo perso, lasciato alle spalle, così come il Bosco e le Zie!!! Lungo il cammino ancora trulli, tanti campi di uliveti, alberi di fico, mandorli, piante di fichi d’india e tantissimo asparago selvatico lungo i bordi delle strade, dove i confini con le proprietà private sono metri e metri di muretti a secco. A Crispiano (paese morto a detta del fruttivendolo che incrociamo all'arrivo in paese da cui facciamo rifornimento di frutta), ci accoglie Gianni, titolare del b&b, un piccolo appartamento in centro. Chiediamo anche a lui informazioni circa la segnaletica del CM per poter procedere senza problemi. Ci indica la strada di uscita dal paese e della presenza dei cartelli verde-giallo. Ottima cena in un bel ristorante del posto, consigliato da Gianni.



Sabato 24 maggio: dopo la colazione nel b&b, ci incamminiamo seguendo la strada indicataci da Gianni ed in effetti troviamo finalmente la segnaletica. Seguiamo il cammino ed impariamo a riconoscere la freccia gialla che porta a Matera e la freccia verde in direzione opposta, verso Alberobello. La ritroviamo sui pali stradali, sui muretti, sull'asfalto, sui tronchi di albero, ... non sempre visibile e non sempre frequente. Procediamo attraversando un paesaggio che è cambiato, non più trulli, ma case di campagna piu' rade, le tipiche masserie, costruzioni grandi e piccole molto interessanti architettonicamente, ricche di arcate, loggiati, persino in alcuni casi, dotate di chiese o piccole cappelle. Percorriamo tratturi e strade asfaltate o sterrate. Ancora uliveti e vigneti con tanti grappoli di uva ancora immaturi  e infinite distese di campi di grano dorato. A distanza intravediamo il mare e il golfo di Taranto con le ciminiere ben riconoscibili dell'Ilva. Massafra non è distante, così pensiamo di accorpare due tappe per raggiungere direttamente Mottola. La periferia di Massafra è una discarica a cielo aperto, rifiuti abbandonati lungo la provinciale che percorriamo, davvero un impatto spiacevole per la sporcizia e per le numerose macchine che corrono lungo la provinciale in arrivo in città. Ma e' sabato e quindi il gran trambusto di macchine è comprensibile. Anche a Massafra abbiamo problemi con la segnaletica, vero è che non siamo entrati in centro, l'abbiamo solo costeggiato per proseguire verso Mottola, ma è pure vero che, chiedendo informazioni ai locali, nessuno sa del CM. Quasi tutti ci indicano strade da percorrere in macchina, non sanno che noi siamo pellegrini in cammino a piedi. Dopo varie indicazioni, gentilmente ricevute dai locali, ci inoltriamo per una strada asfaltata ma per fortuna non troppo percorsa da macchine. E qui ritroviamo la segnaletica. Proseguiamo attraversando aree boscate, boschi di querce e pini, sentieri di roccia affiorante, tantissimo sottobosco con prevalenza di lentisco e rosmarino e tanti fiori selvatici, cisto, pervinca, cicoria, malva, giglio e cerere comune. Si sentono anche molti profumi per la presenza di timo, rosmarino, elicriso, tipici della macchia mediterranea. C'è poca acqua, le piccole gole rocciose in mezzo ai tanti arbusti e alberi sono privi di acqua. Ormai siamo in presenza di grotte e rocce calcaree scavate ed erose dall'acqua nel corso dei secoli. Non mancano le piante di cappero, sorprendenti, perché verdeggianti e ricchissime di capperi, radicate in rocce e muri in pietra. Ci avviciniamo a Mottola che vediamo poco distante su una collina in alto. E qui ci aspetta una salita breve ma abbastanza ripida prima di raggiungere il paese, famoso per le tante chiese rupestri di cui troviamo cartelli. In centro abbiamo il nostro b&b, una tripla. Facciamo un giro in città che è molto ben curata e pulita e ceniamo in una braceria, perché in queste zone la carne è "di casa". 

Domenica 25 maggio: colazione in un bar convenzionato con il nostro b&b e partenza per Castellaneta. Il titolare del b&b ci ha gentilmente inviato foto del punto in cui si imbocca il CM. Attraverso un sentiero si esce dal paese e si cammina su asfalto. La presenza di numerose chiese rupestri si capisce dai cartelli marroni indicanti i nomi dei Santi a cui sono dedicate. Lungo il cammino ancora paesaggi a noi ormai familiari. Masserie e campi coltivati, ulivi bellissimi dai tronchi maestosi e contorti. Oggi il vento è particolarmente forte, dobbiamo far fronte alla sua furia e ai lunghi chilometri che ci aspettano. La segnaletica non manca, arriviamo a Palagianello, quindi proseguiamo lungo un sentiero che è una pista ciclo pedonale lunghissima pianeggiante quasi sicuramente su un tracciato di ferrovia in disuso. Arriviamo alle porte di Castellaneta e qui, non seguiamo la segnaletica, ma procediamo verso il centro che è in salita. Dopo varie indecisioni sul percorso (solite info dei locali non informati del CM che ci indicano strade carrabili e trafficate), e dopo una breve pausa di ristoro, ritorniamo sulla strada già percorsa in arrivo in paese e scopriamo che la segnaletica presente ci porta verso Laterza. Armati di forza e coraggio proseguiamo per Laterza. La stanchezza si fa sentire, non solo per i tanti chilometri già fatti (tanti ne dovremo ancora fare), ma per il vento che soffia forte. Seguiamo sempre la segnaletica che ci accompagna lungo il cammino su strade dove le macchine sono inesistenti. Tuttavia, per nostra distrazione, perdiamo la freccia gialla e ci imbattiamo in un vasto e spettrale impianto di potabilizzazione di acqua del fiume Sinni. Enormi vasche in c.a. piene di acqua, condotte e strutture che sembrano apparentemente abbandonate. Il segnale non si trova e neppure la strada per proseguire. Torniamo indietro e qui ci accorgiamo di non aver visto la direzione della freccia gialla da seguire. Il percorso è su strada sterrata e su rocce affioranti in mezzo a boschi radi, con sali scendi frequenti. Il paese non si vede, ci sono colline davanti a noi da svalicare. Intanto abbiamo percorso moltissimi chilometri e siamo nel pomeriggio inoltrato. Decidiamo di abbandonare la segnaletica e il sentiero verso le cave di tufo a circa 8 km dal paese che ancora non vediamo, perché temiamo che sia piu' lungo e il buio incombe. Così scegliamo di percorrere la SP 8 che taglia un'area boscata, ma è tutta in salita, con ripidi tornanti, e sembra essere senza fine. Siamo stanchissimi, arriviamo finalmente a Laterza che sono le 20.00 passate. Qui c'è una festa in corso, gente, giostre e luminarie. Noi cerchiamo il nostro b&b, ma prima del b&b prenotiamo in una pizzeria per le 21.00, perché pensiamo di uscire subito, mangiare una pizza veloce e di rientrare per il meritato riposo. 42 km  totali percorsi, e stiamo!!!

Lunedì 26 maggio: al mattino ci sentiamo un po' provati per i chilometri del giorno prima, ma abbiamo riposato per riprendere e arrivare alla destinazione finale, Ginosa, dove ci fermeremo. Facciamo colazione in un bar del centro e riprendiamo il cammino. Speditamente seguiamo la segnaletica che ci sta conducendo attraverso le Terre delle Gravine, paesaggi tipici di queste zone, forre rocciose con cavità e grotte, più o meno estese, da Castellaneta a Laterza a Ginosa e già prima Massafra e Mottola. Il percorso è bello, silenzioso, su strada asfaltata e non percorsa da macchine;  ai lati  campi di grano, uliveti, vigneti, qualche prugnolo e rade costruzioni. La strada ci conduce in una area boscata, incolta ma ben tenuta, pulita, con tante canalette per regimentare ed incanalare le acque piovane, un efficiente sistema di ingegneria naturalistica. Quindi proseguiamo su tratti sterrati e asfaltati in salita e ci addentriamo in una vasta pineta. Siamo alle porte di Ginosa perché la pineta è attrezzata con piccole aree fitness, purtroppo abbandonate e in stato di dissesto. A distanza vediamo Ginosa e la sua splendida gravina, molto estesa. Ci incamminiamo su un sentiero aperto roccioso in discesa, seguendo la freccia gialla che ci porta all'interno della gravina che è oggetto di un progetto di valorizzazione da parte del Comune, infatti ci sono cantieri. Attraversiamo tutta l'area quasi disabitata e molto diroccata, per risalire verso il centro del paese. Qui, dopo un breve tratto in salita, arriviamo in piazza centrale e sostiamo in un bar all'aperto per uno spuntino. Alle 16.00 Lucio, marito della Rosa, arriva puntuale per riportarci gentilmente a casa e comodamente in macchina. Gravina non è distante e in macchina ci si impiega meno di un’ora.


A Ginosa si conclude la nostra esperienza sul CM. Esperienza molto bella seppur con qualche incertezza, soprattutto iniziale. Il meteo è stato sempre favorevole, cielo sereno o poco nuvoloso e temperature piacevoli. Solo un giorno abbiamo sofferto per il forte vento.  Non abbiamo incontrato tanti pellegrini, al contrario, pochissimi (una coppia di stranieri e un piccolo gruppo visto in lontananza nella città di Mottola). Abbiamo incontrato sempre persone molto gentili e generose di offrirci in tutti i modi informazioni e istruzioni per proseguire nel nostro cammino, tuttavia molti non conoscono il CM. Cibo ottimo e paesaggi incantevoli
.

lunedì 2 giugno 2025

Gruppo Folklorico Internazionale "LA ZJTE". Gravina in Puglia.




Fonte: http://www.lazjte.it/index.html
Sito del Gruppo Folklorico Internazionale "La Zjte"

Fonte: Facebook Gruppo "Sei Gravinese se... " post del 9 marzo 2025.
https://www.facebook.com/share/p/16RHbva4tt/
Oggi ancora sul Ponte tra tradizioni e Folklore con “La Zjte” … oggi ci raccontano e mostrano Il Tuppo : è un popolare tipo di acconciatura, principalmente femminile, realizzato raccogliendo i capelli in un nodo sulla nuca (da cui deriva l'espressione chignon du cou)…È un tipo di acconciatura indossata per occasioni speciali, come matrimoni o balletti, o anche per l'abbigliamento sportivo quotidiano. Ricordiamo che il 29 Marzo torna il Festival del Folkrore qui a Gravina in Puglia. Vi aspettiamo per NON FARTELO  RACCONTARE



Fonte: Facebook Gruppo "Io amo Gravina" post del 29 ottobre 2023.
Esibizione del  Gruppo Folkorico Internazionale "LA ZJTE" , durante il Summit internazionale a Gravina in Puglia sull'innovazione tecnologica e le opportunità di investimento nel mondo, svolto presso l'ex monastero di Santa Sofia (26/27 ottobre 2023).
Lo storico Gruppo "LA ZJTE" (La sposa) fu fondato nel lontano 1928. Attualmente é presieduto e diretto dal 1968 dal carissimo amico Ferdinando Fiore, ben collaborato dalla gentile  consorte Maria Teresa Parrulli, che ne ha fatto dello stesso una eccellenza non solo gravinese.
Infatti il  Gruppo “LA ZJTE” è da moltissimi anni alla ribalta del folklore nazionale e internazionale ed ha rappresentato l’Italia, la Puglia e Gravina, raccogliendo dovunque ampi consensi.
Post - Video di Carlo Centonze.

domenica 1 giugno 2025

Ponte Acquedotto di Gravina in Puglia - I Luoghi del cuore FAI



Ponte acquedotto

Fonte: https://fondoambiente.it/
I Luoghi del Cuore
Basta poco per salvare i luoghi che ami

PONTE ACQUEDOTTO

GRAVINA IN PUGLIA, BARI

632°

POSTO

225

VOTI

PONTE ACQUEDOTTO
Il Ponte della Gravina o Ponte dell'Acquedotto è un importante struttura ad archi, alto 37 m. lungo 90 m. e largo 5,5 m. che collega le due sponde del torrente Gravina. Fu costruito per permettere l'attraversamento del Crapo (l'antico nome del torrente Gravina), e consentire ai fedeli di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella. Poco si sa circa la data della sua costruzione. Fonti storiche datano con certezza la sua esistenza almeno al 1686. Probabilmente il ponte, reso instabile dal sisma del 1686, crollò nel terremoto del 1722. Fu quindi la famiglia Orsini di Roma, che si era trasferita nel feudo di Gravina, a ordinare, intorno alla metà del Settecento, la ricostruzione e la trasformazione del ponte in acquedotto, per portare sotto le mura della città le acque delle sorgenti Sant'Angelo e San Giacomo.

Gallery

Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
Ponte acquedotto
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Ponte acquedotto
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Ponte acquedotto
GRAVINA DI PUGLIA
inaugurazione
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ponte acquedotto

10° censimento nazionale del FAI
Anno
2020
Voti
25.726
Progetto
Valorizzazione
Stato
Concluso

IL BENE
Imponente struttura ad archi, alta 37 metri, lunga 90 e larga 5,5, che collega le sponde del torrente Gravina, fu costruito per permettere l'attraversamento del Crapo (l'antico nome del torrente Gravina) e consentire ai fedeli di raggiungere la chiesa rupestre della Madonna della Stella. Attestato almeno dal 1686, crollò in un terremoto del 1722. Fu la famiglia Orsini di Roma, che si era trasferita nel feudo di Gravina, a ordinare, intorno a metà Settecento, la ricostruzione e la trasformazione del ponte in acquedotto, per portare oltre le mura della città le acque di due sorgenti, testimoniate dalle due fontane ancora oggi esistenti ai due lati opposti del ponte, che con i suoi 25 archi a doppio ordine segna in maniera potente il paesaggio di Gravina. Protagonista di una scena del film di James Bond, uscito al cinema nell' autunno 2021, “No time to die”, la struttura è da poco stata oggetto di un importante restauro, finanziato con circa 1,5 milioni dalla Regione Puglia.

PROGETTO SOSTENUTO
Al recupero reso possibile grazie al contributo della Regione Puglia si affiancherà l’intervento di valorizzazione sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo. In particolare l’intervento, richiesto dal Comune di Gravina in Puglia, proprietario del Bene, si concentra sull’illuminazione scenica e di sicurezza per il percorso pedonale e degli archi, al fine di rendere percorribile anche il secondo livello di arcate del ponte. Il Bene si è aggiudicato al censimento 2020 anche il premio speciale per il luogo più votato sul web (ai primi posti di questo “premio speciale” si sono posizionati sia la Ferrovia delle Meraviglie – 1° classificato al censimento 2020 - sia il Castello di Sammezzano - 2° classificato al censimento 2020 -, ma il premio in palio non era cumulabile con quello assegnato ai vincitori e per questo motivo è stato assegnato al Ponte Acquedotto), che lo renderà protagonista di un videostorytelling curato dal FAI, che ne racconterà il ruolo nella storia di Gravina e il rapporto con gli abitanti, realizzato dai due registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, vincitori di diversi premi internazionali.

LE PERSONE CHE HANNO RACCOLTO I VOTI
La raccolta voti è stata promossa dal comitato “Ponte dell’Acquedotto nel Cuore" nato per la volontà del Club Lions di Gravina in Puglia e di associazioni locali, che condividono l'importanza di valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città di Gravina.

CONTRIBUTO: 25.000 euro